10/04/2017

Caccia al killer di Budrio. Una fuga tra le paludi dei partigiani

Le tracce di Igor Vaclavic, detto il russo, ricompaiono sulla strada del Mezzano...

  • di Anna Marino

Le tracce di Igor Vaclavic, detto il russo, ricompaiono sulla strada del Mezzano vicino a Portomaggiore, intorno alle 19 di sabato sera. Il killer su un fiorino bianco esce da un casolare e viene sorpreso da un pattugliamento antibracconaggio. Spara, prima di essere riconosciuto, 5 colpi, due sono fatali per la guardia ambientale volontaria in pensione, Valerio Verri, 62 anni, gli altri tre feriscono alla spalla gravemente la guardia provinciale Marco Ravaglia, 53 anni, ricoverato e operato due volte, senza possibilità per ora di riconoscere chi lo ha colpito.
Intercettato in distanza ad un posto di blocco tra Marmorta e Molinella, nel Bolognese al confine con la provincia di Ferrara, come un animale braccato fugge in una palude al confine fra tre province di Bologna, Ferrara e Ravenna, in una zona setacciata senza sosta dai carabinieri alla ricerca del fuggitivo. Vaga a piedi dopo aver abbandonato il fiorino su cui fuggiva, una traccia per i cani molecolari, e si addentra nell'area dell'oasi naturalistica di Marmorta di Molinella subito accerchiata dai militari anche con l'utilizzo di reparti speciali.
Posti di blocco ovunque, elicotteri, caccia a tutti gli indizi che portino a Igor,41 anni, ex militare dell'est ricercato per una serie di rapine commesse nel Ferrarese nell'estate 2015, ancora braccato a una settimana di distanza perché sospettato dell'omicidio del barista di Budrio. Avrebbe due pistole, e, anche se non non si sa quale sia veramente la sua indentità, potrebbe essere originario della ex Jugoslavia: secondo il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato tutto fa pensare che sia lo stesso soggetto contro il quale penderebbe già un fermo...



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