Effetto giorno17/02/2017

A 25 anni da Mani Pulite corruzione ancora altissima

Il 17 febbraio 1992. 25 anni fa...

Il 17 febbraio 1992. 25 anni fa.
Sembra uno dei tanti arresti per corruzione.
Mario Chiesa, socialista, presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano, una casa di riposo per anziani, viene trovato con le mani nella marmellata.
E la marmellata è una tangente di sette milioni di lire, a lui consegnata da Luca Magni, proprietario di una impresa di pulizie.
La chiameranno "Tangentopoli". Nome in codice, Operazione "Mani pulite".
Il pool dei magistrati di Milano titolari delle indagini sulla corruzione arresta e mette sotto accusa centinaia tra politici, imprenditori, funzionari dello Stato, faccendieri, manager di grandi aziende. Una intera classe politica viene azzerata.
L'inchiesta Mani Pulite porta a circa 1300 tra condanne e patteggiamenti.
Nel 1992 l'impatto delle tangenti sul paese implica 10mila miliardi di lire annui di costi per i cittadini, un indebitamento pubblico fra 150mila e 250mila miliardi di lire, tra 15mila e 25mila miliardi di interessi annui sul debito.
E ora, 25 anni dopo?
La corruzione è ancora altissima.
E' ancora sistemica, ma più raffinata. Non è solo nei grandi appalti, ma anche nel nostro quotidiano. Perché qui non c'è una società civile buona e una casta politica cattiva. Per contrastare la corruzione non basta solo una grande indagine. Serve anche il nostro impegno civile, la nostra etica nei comportamenti del cittadino comune.
Ed è questo ancora il vero problema italiano.

Noi per voi