Cuore e denari06/06/2017

Affitti brevi. Cedolare al 21%. Righi (Fiaip): gli agenti immobiliari non possono diventare sostituti d'imposta

«Il grande problema è pensare di far diventare sostituti d'imposta una categoria che non l'ha mai fatto: gli agenti immobiliari»...

«Il grande problema è pensare di far diventare sostituti d'imposta una categoria che non l'ha mai fatto: gli agenti immobiliari». Paolo Righi, presidente nazionale Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, commenta così intervenendo a Cuore e denari le novità in arrivo per la sua categoria con la cosiddetta "Tassa Airbnb", che introduce per gli intermediari immobiliari che incassano per conto del proprietario il canone degli affitti brevi l'obbligo di operare le ritenute del 21%.
«Siamo in attesa che l'Agenzia delle Entrate ci comunichi quali sono tutti i documenti necessari e la fase applicativa dovrebbe scattare dal 23 di giugno», ha proseguito Righi, «in questo momento - però - stiamo consigliando ai nostri agenti immobiliari di prepararsi a non incassare più gli affitti, anche perché le multe vanno da 250 a 2000 euro», ha aggiunto, sottolineando che «la tassa del 21% esiste anche per i proprietari normali che non ricorrono all'agenzia» e che quindi non per forza l'intermediario è tenuto ad incassare e quindi ad operare direttamente la ritenuta, che rimarrebbe quindi un obbligo del proprietario. «Abbiamo calcolato ha concluso Righi che sulla nostra categoria diventare sostituti d'imposta a livello burocratico peserà per circa 95milioni di euro. Ogni contratto breve presuppone 8 attività contabili oltre alle segnalazioni all'Agenzia delle Entrate. Questo a fronte degli 83 milioni di Euro che lo stato spera di far emergere con la "manovrina" (nella quale è inserito il nuovo obbligo, ndr)».

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