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Bonetti, autore di "Breve storia del liberalismo di sinistra": la società italiana vuole le riforme, ma senza pagarne il prezzo

La presenza di un liberalismo di sinistra era un tempo rappresentata dal Partito Liberale e successivamente dal Partito Radicale, fondato proprio da alcuni fuoriusciti del PLI - spiega Paolo Bonetti, autore del libro "Breve storia del liberalismo di sinistra. Da Gobetti a Bobbio" (LiberiLibri, 228 p., € 16,00).

La ricostruzione storica di Bonetti parte proprio da Gobetti, che vede nel partito comunista di Gramsci, con la sua intransigenza etica, il liberismo rigoroso e il rifiuto del'assistenzialismo statale, la possibilità di un rinnovamento del liberalismo. Per Gobetti la classe. Nel dopoguerra però, questo filone di pensiero ebbe molta fortuna dal punto di vista intellettuale e culturale, ma scarsi risultati elettorali. Questo lo si deve, secondo Bonetti, al fatto che in Italia non c'è stato quel movimento protestante che negli altri paesi europei ha dato poi luogo ad un individualismo responsabile (e non anarchico come è avvenuto da noi). Inoltre in Italia lo sviluppo politico ed economico è stato ritardato rispetto agli altri paesi europei, quindi la nostra borghesia ha sempre vissuto un rapporto patologico con lo stato.

Dopo la caduta del fascismo - continua Bonetti – i vari gruppi liberali hanno dimostrato la loro inadeguatezza di fronte al pericolo comunista e la borghesia italiana ha cercato rifugio nel partito cattolico, sempre pronto a capire le esigenze dei vari ceti sociali. Una disponibilità che si è poi rivelata essere anche il suo limite, perché un modo di governare che tiene conto di tutti gli interessi delle corporazioni finisce per rivelarsi distruttivo. Oggi c'è ancora una certa domanda per una politica che non sia caratterizzata da corporativismo e mancanza di rigore, ma ogni volta che qualcuno prova a fare delle riforme, le corporazioni chiedono che queste riguardino gli altri – conclude Bonetti.

RECENSIONI
"Quaderno laico. Un'antologia" di Guido Calogero
(LiberiLibri, 206 p., € 17,00)

"Economia di mercato e democrazia. Un rapporto controverso" di Raffaele De Mucci
(Rubbettino, 284 p., € 16,00)

"Principi di politica impopolare" di Giuseppe Rensi
(La Vita Felice editore, 264 p., € 14,50)

"La mantella del diavolo" di Cristina Battocletti
(Bompiani, 170 p., € 17,00)

"Non sono un assassino" di Francesco Caringella
(Newton Compton, 282 p., € 9,90)

"E se fossi tu l'imputato, storie di un magistrato in attesa di giustizia" di Mario Conte
(Guerini associati, 141 p., € 15,50)

"Muro di casse" di Vanni Santoni
(Laterza, 144p., € 14,00)

IL CONFETTINO
"La notte della vendetta" di Fabrizio Silegi
(Piemme, 96 p., € 8,50)

"Il girotondo del terrore" di Alessandro Gatti
(Piemme, 96 p., € 8,50)

"La mano di Thuluhc" di Guido Sgardoli
(Piemme, 96 p., € 8,50)

"Un gioco pericoloso" di Anna Vivarelli
(Piemme, 96 p., € 8,50)

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