Cazzullo: l'Italia è un paese ricco che si è convinto di essere povero | Radio24
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Cazzullo: l'Italia è un paese ricco che si è convinto di essere povero

C'è qualcosa che accomuna l'Italia della Ricostruzione a quella di oggi? La differenza principale è che noi non abbiamo la stessa fiducia nel futuro, in noi stessi o nel paese. Siamo individualisti e familisti esattamente come le erano gli italiani del dopoguerra, ma mentre il loro individualismo si evolveva nel vitalismo, il nostro si evolve nel narcisismo dei social, e non costruisce più nulla. Oggi non ci sono più macerie materiali, ma macerie morali - commenta Aldo Cazzullo parlando del suo libro "Giuro che non avrò più fame. L'Italia della Ricostruzione" (Mondadori, 264 p., € 18,00). Negli anni della Ricostruzione, lavoro e ricchezza erano collegati. Oggi invece ci si arricchisce tagliando i posti di lavoro e tenendo bassi gli stipendi. In controtendenza, però, ci sono imprese che innovano, esportano e assumono personale, ma che al tempo stesso hanno una grande considerazione dei propri collaboratori. È da qui che bisogna ripartire, se vogliamo ritrovare la fiducia in noi stessi. Siamo un paese ricco che si è convinto di essere povero, siamo un paese che risparmia ma non rischia, perché aspetta che passi la nottata - conclude Cazzullo.

RECENSIONI
"68. La festa della contestazione" di Agostino Giovagnoli
(Edizioni San Paolo, 272 p., € 24,00)

"Giò Ponti a Milano. Guida alle architetture 1920-1970" a cura di Paolo Rosselli e Salvatore Licitra
(Quodlibert, 272 p., € 22,00)

"Un posto per butti. Vita, architettura e società giusta" di Richard Rogers
(Johan & Levi, 372 p., € 36,00)

"L'architettura della città" di Aldo Rossi
(Il Saggiatore, 254 p., € 25,00)

"Mi senti? Trattato sull'architettura come comunicazione umana" di Maurizio De Caro
(Il Quadrante, 168 p., € 18,00)

IL CONFETTINO
"Terraneo" di Marino Amodio
(Gallucci, 52 p., e 18,00)

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