Moby Prince, le inchieste ripartono da errori e depistaggi | Radio24
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Moby Prince, le inchieste ripartono da errori e depistaggi

La nebbia non c'è mai stata, quella sera a Livorno. Ma per anni la nebbia ha fatto comodo a tanti. Per allontanare la vista intorno al più grave disastro della marina italiana: 140 morti, due processi e una verità processuale mai accertata. Per colpa anche dei troppi non ricordo e delle omissioni tuttora opposte - talvolta - alle domande della commissione parlamentare d'inchiesta. Che ha terminato il suo lavoro con un atto d'accusa nei confronti di tanti. E da qui parte anche il nuovo lavoro di più Procure, su errori, depistaggi e nuove verità emerse. A cominciare da una drammatica conferma: "alcuni passeggeri si potevano salvare. Non è vero che morirono tutti velocemente" .

Già aperto un nuovo fascicolo dalla Procura di Livorno, ma anche altri uffici giudiziari potrebbero tornare ad indagare su quel disastro del 10 aprile 1991.

Lai, presidente della Commissione d'inchiesta: così abbiamo diradato la nebbia. I soccorsi non ci furono

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