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Emilia, crolli senza colpevoli

Ora ci sono le roulotte dei giostrai per la fiera , dove prima sorgevano le casette dei terremotati. Ora - 5 anni dopo il terremoto in Emilia, che uccise 28 persone e ne lasciò 45mila senza casa - ora nessuno più vive nei Moduli abitativi provvisori. A Mirandola, come in tutta la bassa modenese. Che resta però in gran parte ancora ferita nei suoi centri più simbolici. Quella dell'Emilia è stata una ricostruzione in gran parte riuscita, anche se più di mille famiglie - solo nei nove Comuni dell'area Nord della provincia di Modena- vivono ancora in affito o da amici. Ma può essere modello per il centro Italia? le scosse del 20 e 29 maggio 2012 fecero crollare soprattutto i capannoni di aziende, che oggi producono come e più di prima. Per quei crolli, però, nessuno ha pagato e le inchieste si sono concluse con delle archiviazioni. Perché "quei capannoni erano costruiti a norma- ma secondo norme che non consideravano quell'area a rischio sismico", sintetizza Vito Zincani, ex procuratore di Modena, convinto però che "resti il tema del fatto che in Italia si costruisce non proprio benissimo. Con piccoli accorgimenti, forse avrebbero retto". Il racconto di Storiacce dalla bassa modenese.

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