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Obiettivo zero spreco

I rifiuti possono diventare preziose risorse. Ormai anche in Italia, come da anni avviene già in alcuni Paesi esteri, si stanno diffondendo in modo capillare compattatori e cassonetti intelligenti dove portare lattine e bottiglie di plastica. Questa è la cosiddetta "raccolta incentivante", o per meglio dire, quando la raccolta differenziata premia con buoni sconto e bonus sulla spesa e fa risparmiare. Ma come stiamo affrontando il problema degli sprechi alimentari e del riciclo a livello legislativo in Italia?

In Francia è stata approvato lo scorso maggio il "reato di spreco": i supermercati francesi non possono più gettare via i prodotti alimentari invenduti e hanno inoltre l'obbligo di donarli ai bisognosi. Nei casi in cui si riscontri una violazione, è prevista una multa salata. Anche l'Italia ha deciso di dare una risposta istituzionale al grave problema dello spreco alimentare. Anzi di superare la Francia. Durante l'ultima edizione di BioEnergy Italy, il salone delle tecnologie per le energie rinnovabili, è infatti emerso un dato allarmante: solamente l'Italia "produce" ogni anno 160 milioni di tonnellate di scarti agroalimentari.

È per questo motivo che il prossimo ottobre verrà discusso il disegno di legge presentato dalla deputata PD Maria Chiara Gadda sulla lotta allo spreco. Il testo prevede di adottare una serie di misure, come la semplificazione delle donazioni, l'incentivazione alla cessione delle eccedenze, la promozione di processi produttivi innovativi a minore impatto ambientale.

Se una risposta legislativa che limiti fin dal principio lo spreco alimentare mancava da tempo , dall'altra parte una risposta concreta al riutilizzo degli scarti industriali ed agricoli esiste già da tempo e sta dando buoni frutti. Gli scarti alimentari, le deiezioni animali e i sottoprodotti agricoli, possono infatti essere trasformati nei cosiddetti "bioprodotti" cioè bioplastiche, biolubrificanti, tensioattivi vegetali e biosolventi, che al momento stanno generando in Europa un mercato – quello della cosiddetta "bioeconomia"- che raddoppierà da 20 a 40 miliardi di euro nei prossimi 16 anni e che sta occupando circa 93mila addetti nella realizzazione di bioprodotti.

Cosa succederà in Italia con l'introduzione di una nuova legge contro gli sprechi alimentari? Quanti scarti si potranno evitare? Chi ne potrà giovare maggiormente? Quali sono le buone pratiche già in atto in Italia contro lo spreco alimentare e la produzione di rifiuti? E dall'altra parte, quanto lavoro sta creando la bioeconomia in Italia? Quanti sono gli occupati del settore? Lo chiediamo oggi ai nostri ospiti Andrea Giussani, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus; Danilo Cornelli, amministratore delegato di Galatea Biotech Srl; Maria Chiara Gadda, deputata del PD; Carlo Alberto Baesso, amministratore delegato di Eurven.

E' notizia dei giorni scorsi che ogni 24 ore 13 mila quintali di pane finiscono nella spazzatura. A proposito di pane, c'è chi lo spreca e c'è chi non può consumarlo. Ma non sono soltanto i celiaci, ci sono anche quelli che si auto impongono una dieta priva di glutine pur non avendone necessità. Così come ci sono quelli che mangiano solo cibi crudi, o quelli che mangiano solo i cibi che si producevano nel neolitico. Ci sono infinite diete spesso inventate e ossessioni del cibo che per qualcuno sono paragonabili quasi ad ossessioni religiose. Ne parliamo con l'antropologo Marino Niola.

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