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Vajont: 50 anni dopo, una ferita ancora aperta

Di Dario Ceccarelli

Cinquant'anni fa, il 9 ottobre, si consuma la tragedia del Vajont: una delle ferite più profonde della storia italiana. Una ferita che, mezzo secolo dopo, fa ancora male al punto che si aggiungono nuove testimonianze per conoscere la verità, una verità mai emersa completamente dopo tante bugie.
In questo reportage si possono sentire le testimonianze dello scrittore Mauro Corona, nativo di Erto, dell'attuale sindaco di Longarone, Roberto Padrin, di Tina Merlin, la prima cronista che denunciò i pericoli che la costruzione della diga avrebbe provocato e di un alpino che partecipò ai soccorsi.
I morti furono quasi duemila travolti da una immensa ondata d'acqua, causata da una frana del Monte Toc, che dove aver scavalcato la diga precipitò a valle travolgendo Longaroni e diversi altri paesi.


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