Il lento divorzio di Taranto dalla vecchia Ilva | Radio24
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Il lento divorzio di Taranto dalla vecchia Ilva

Al cambio turno, aperto l'ombrellone, proprio davanti alla portineria A, Mimmo prepara la bancarella: radioline, lucchetti, tutto ciò che può servire agli operai. E questo ormai - è la provocazione di molti - "è rimasto uno dei contatti più ravvicinati tra il mondo di dentro e quello di fuori". Tra l'ex Ilva e le strade di Taranto, che a differenza del passato ora sente il polo siderurgico sempre più distante. Ottenuta la proroga all'immunità penale- senza la quale il colosso che gestisce la più grande acciaieria d'Europa, Arcelor Mittal, aveva minaciato di lasciare la città dei due mari - la fabbrica fa i conti ancora col rischio spegnimento, su richiesta della Procura, dell'altoforno 2 e con il sequestro di parte della banchina, dopo un incidente mortale. Oltre alla pesante crisi del mercato. Tutto questo mentre la città - ripete il sindaco - "vive la vecchia Ilva sempre più come un costo, oltre che una presenza ingombrante. Si è emancipata dal ricatto del lavoro e immagina il suo futuro, altrove rispetto ai cento camini". Il reportage dell'inviata, Raffaella Calandra

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