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E se il tuo lavoro tra 10 anni non esistesse più?

Tra i tanti punti critici che la trasformazione digitale sta facendo emergere, quello probabilmente più faticoso da affrontare è la necessità di un costante aggiornamento culturale e professionale. Più volte a questi microfoni, con l'aiuto dei nostri ospiti, abbiamo sottolineato come questa rivoluzione di essere e di agire incida innanzitutto sulla mentalità delle persone. Ma è altrettanto vero che la complessità e la velocità sono fattori anamicali, non aiutano cioè alla riflessione ma spingono per un risultato a qualunque costo, anche a discapito della qualità. E il fattore tempo è la carta che in tanti giocano per giustificare la propria difficoltà a tornare dietro il banco. L'arte di imparare è paragonabile ad uno sport: in questo caso il muscolo che teniamo attivo ed allenato è il nostro cervello. Dopo aver abbandonato gli scranni universitari o i banchi delle classi superiori, gran parte dei professionisti considera chiusa l'esperienza scolastica e incanala le proprie energie per costruire quella professionale, cercando di mettere a frutto quanto imparato come leva competitiva. Ma l'obsolescenza della conoscenza va di pari passo, se non più velocemente, di quella tecnologica. Ecco quindi che ciò che doveva essere un acceleratore diventa ben presto una zavorra. Come liberarsene? Ne abbiamo parlato con Marco Mazzini, docente della Business School del Sole 24 Ore e Partner di Smartive.
I dati di partenza sono incoraggianti: il saldo tra professioni che spariranno e nuovi lavori è attivo, secondo il rapporto del World Economic Forum. E' lo stesso che sostiene come il 65% dei bambini che oggi frequentano le scuole elementari farà da grande un lavoro che oggi non esiste. Vi consigliamo di scaricarlo, il documento è estremamente interessante e gratuito. Sostiene anche che ogni professionista, da qui al 2022 dovrebbe investire circa 30 giorni di formazione all'anno per mantenere aggiornato il proprio profilo professionale. Che non richiede più un percorso di apprendimento lineare ma necessita di una attenta riflessione sulla sua personalizzazione e composizione.
La tecnologia non è solo un fattore discriminante, può essere anche abilitante. Le piattaforme di e-learning permettono oggi di strutturare percorsi di formazione che nulla hanno da invidiare a quelli tradizionali delle business school. Concepite con formule che mescolano la presenza fisica con l'insegnamento differito, la lezione live da remoto con la personalizzazione del percorso formativo secondo le proprie esigenze, le soluzioni proposte sul mercato sono ormai talmente numerose e variegate da non permettere scusanti.
Partiamo da Coursera ed eDX, due piattaforme che aggregano e presentano corsi online di prestigiose università di tutto il mondo. Udemy invece è una sorta di marketplace, dove qualsiasi professionista può proporre il proprio corso di insegnamento e metterlo in vendita. Udacity ha sviluppato internamente i propri corsi, prevalentemente tecnici, per andare incontro alle specifiche richieste di formazione di aziende quali Google, AT&T, IBM. In Italia la Business School del Sole 24 Ore propone un master cosiddetto Blended, ossia che unisce momenti di incontro in aula a lezioni a distanza registrate, a webinar live con i docenti. Non mancano esempi interessanti come Degreed dove i partecipanti si costruiscono il proprio percorso sulla base delle lezioni disponibili, rendendolo unico e tagliato sulle proprie esigenze. Gran parte di questi corsi sono a pagamento. Non mancano però le proposte gratuite, anche di livello. Basti pensare al governo Finlandese che, grazie ad una collaborazione con l'università di Helsinki, ha reso disponibile un corso sull'intelligenza artificiale (in inglese www.elementsofai.com) per incrementare la conoscenza di un argomento che ritiene vitale per lo sviluppo sociale. O la stessa Google che propone gratuitamente i corsi per diventare esperti certificati di Analytics. Le opportunità dunque sono davvero infinite. Chi non trovasse il tempo o non volesse affrontare il costo di un corso da frequentare in persona ha oggi a disposizione alternative che permettono comunque di rimanere aggiornati. Tenere allenato il muscolo ella nostra testa aiuta ad accrescere la fame di sapere e comprendere. Il resto sono scuse.

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