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Condividere (e monetizzare) la conoscenza scolastica?

I riassunti Bignami ai miei tempi potevano significare una sufficienza salvifica a fine anno o il baratro degli esami di riparazione. Oggi il rapporto con la conoscenza è cambiato profondamente: i ragazzi a scuola continuano la competizione con gli insegnanti, ma gli strumenti si sono evoluti: lo smartphone è la zattera di salvataggio per un compito in classe o un esame dagli esiti incerti, sempre che non venga intercettato. Ma gli appunti, i riassunti, le mappe mentali e gli schemi logici rimangono uno strumento altrettanto utile e sicuramente più efficace per superare lo scoglio. Dietro questo lavorio amanuense si nascondeva un possente volontariato, a volte remunerato con pochi spiccioli dalle copisterie che lucravano sulle ore di sonno mancate per compilare pagine e pagine di quaderno; altre volontariamente condiviso con la ristretta cerchia di amici; altre ancora celato rigorosamente agli occhi di quelli meno studiosi.
Poi arrivò Internet e con questa Skuola.net, un portale fondato e diretto da Daniele Grassucci che, insieme ad un gruppo di compagni di liceo decide di dare vita alla prima e oggi più importante community di studenti in Italia. Un gioco che, da sogno è diventato realtà, con numeri importanti in termini di iscritti partecipanti alle iniziative, anche di marketing. Una azienda a tutti gli effetti, nata tra i banchi di scuola. Che ha permesso di reingegnerizzare il mercato della conoscenza studentesca: oggi la ‘bacheca' di Skuola.net è un luogo di condivisione di informazioni e conoscenza; ma è anche una piattaforma di scambio remunerato di appunti e libri di seconda mano; è un servizio di prossimità per la ricerca qualificata, grazie alle recensioni degli stessi studenti, di professori e tutor per ripetizioni. Ed è anche una testata giornalistica che è riuscita a prendere il posto nella cartella degli studenti della Smemoranda di trent'anni fa. Daniele Grassucci ci ha raccontato la sua esperienza ai microfoni di #RadioNext, sottolineando come la scuola, grazie al digitale, non può essere solo un luogo fisico ma una comunità in grado di generare valore al di fuori delle proprie mura. Il modello di business è destinato ad evolvere, non potendo nel lungo periodo sorreggersi solo sulla pubblicità. I servizi sono destinati ad aumentare e a differenziarsi tra quelli a pagamento e quelli free, tenendo sempre al centro l'attenzione verso gli stakeholders principali: gli studenti, il motore del futuro.

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