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Manca creatività per essere dei veri leader del futuro

E' in sostanza quanto sostiene la ricerca di Accenture Strategy a proposito delle caratteristiche che il nuovo stile di leadership richiede per affrontare la discontinuità. Sappiamo ormai che i due emisferi del nostro cervello controllano in maniera differente le nostre azioni e a seconda di quale dei due è più allenato o è più stimolato: quello sinistro controlla il ragionamento analitico, la capacità di prendere decisioni e l'orientamento ai risultati; empatia, intuizione, interpretazione emotiva e capacità di essere creativi sono tipiche dell'emisfero destro.
Marco Morchio, Principal di Accenture Strategy in Italia è stato nostro ospite ai microfoni di #RadioNext per condividere con noi i risultati della ricerca. In sintesi emerge che:
• Per il 73% dei top manager italiani le competenze tipiche dell'emisfero destro del cervello rappresentano proprio il punto debole (a livello globale, secondo il 65% dei leader)
• La maggior parte dei manager che compone l'attuale C-suite in Italia (83%, vs l'89% a livello globale) ha una formazione economica, scientifica o tecnologica ed utilizza prevalentemente le funzionalità dell'emisfero sinistro. Ad oggi, infatti, soltanto l'8% dei manager nel mondo afferma che l'azienda per cui lavorano è caratterizzata da questo stile di leadership.
• È considerata, però, una necessità dall'82% di loro, che si aspetta un'evoluzione della propria azienda verso questo approccio nei prossimi tre anni.
• È un approccio, però, che paga anche in termini economici: nel mondo, le imprese che l'hanno messo in pratica hanno ottenuto una crescita maggiore del 22% dei ricavi e del 34% dei profitti.

Quali sono i consigli dunque che lo studio suggerisce alle imprese che vorranno evolvere il proprio approccio?
1. Colmare il gap di competenze empatico-creative: i vertici aziendali dovranno trovare un nuovo bilanciamento tra le competenze analitico-scientifiche e quelle creativo-relazionali. I manager sono consapevoli di quanto questo cambiamento sia necessario e 9 manager su 10 stanno già mettendo in atto comportamenti per evolversi. Nell'80% delle imprese (55% a livello globale) i C-level si stanno riqualificando in quest'ottica e nel 40% (46% a livello globale) delle organizzazioni sono stati assunti nuovi talenti in linea con lo stile di leadership bilanciato.
2. Evolvere lo stile di leadership tradizionale per coinvolgere il gruppo degli Esploratori: ascoltando la loro voce e mettendo in pratica le loro idee, la C-suite troverà dei preziosi alleati e rafforzerà la propria leadership. Facendo leva sul loro approccio innovativo, le imprese trarranno vantaggi significativi: gli Esploratori sono due volte più motivati a fare del proprio meglio in campo professionale e, in quanto consumatori, hanno una probabilità due volte superiore di scegliere un brand più costoso perché in linea con i propri valori.
3. Guidare il cambiamento dell'intera impresa integrando competenze data-led e human-centered a tutti i livelli, per rendere l'impresa più competitiva. La C-suite dovrà costruirsi un nuovo equilibrio prima a livello personale, per poi estendere il nuovo approccio a tutti i livelli aziendali. L'approccio bilanciato permetterà di avere successo nell'odierna economia digitale, caratterizzata da cambiamenti dirompenti.
Questo nella teoria. Nella pratica l'influenza dei peer rimane ancora un canale di influenza primario, soprattutto se pensiamo alle piccole e medie imprese lontane dagli influssi internazionali di modelli di business relazionali delle grandi città.
Con questa ultima puntata di luglio #RadioNext si congeda dai propri ascoltatori e lettori per la pausa estiva. Riprenderemo domenica 8 settembre con Luisella Giani di Oracle che ci svelerà i segreti dell'ecommerce dal punto di vista delle piattaforme tecnologiche. buone vacanze a tutti!

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