I Millennial, una generazione senza rivoluzione (Parte III) | Radio24
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I Millennial, una generazione senza rivoluzione (Parte III)

Concludiamo il nostro escursus sulla generazione dei Millennial, ossia i nati tra gli anni '80 e il 2000, con un'intervista a Federico Capeci, CEO e CDO di Kantar Italia e autore del libro Post Millennial Marketing: il marketing di nuova generazione, di Franco Angeli.
Dalla lunga chiacchierata, disponibile integralmente in podcast, emerge un particolare comportamentale dei Millennial italiani inaspettato: non sono pronti ne interessati a condurre la rivoluzione culturale, sociale e comportamentale che gli strumenti e le piattaforme digitali stanno loro offrendo. A differenza dei loro colleghi estoni o cinesi, americani o polacchi, i nostri Millennial sono attanagliati dall'incertezza verso il futuro a breve termine, tanto da non essere in grado di gestire ed immaginare quello a lungo.
Non è questa la sede per indagare le ragioni politiche e sociali che hanno determinato questo risultato ma risulta evidente come sia necessario ripensare ai differenti ruoli nel contesto aziendale e di mercato: senza prospettive, con un lavoro precario, redditi bassi e una pensione che risulta sempre più un miraggio, è difficile riuscire a costruire una base solida da cui poter ripartire. E i loro padri che, godendo della loro posizione privilegiata sfruttano le rendite di posizione acquisite e hanno smesso di investire risorse in innovazione di pensiero non danno dimostrazione di credere nelle loro capacità manageriali. Rischiamo di avere una generazione di futuri poveri più che di capitani di industria x.0.
Qual è la ricetta per uscire da questa impasse? Se l'ostacolo è di natura prevalentemente culturale, è necessario formarli e prepararli a comprendere il sistema e ad affrontare la sfida. La specializzazione diventa un passaggio fondamentale per padroneggiare gli strumenti, capirne la portata e soprattutto gli impatti, come sosteneva giustamente Vittorio Veltroni nella precedente puntata. Il primo passo è prodromico al secondo: convincere i padri, sulla base di un registro linguistico che cala la fattispecie nella realtà riconosciuta, ad intraprendere un percorso evolutivo, investendo i propri figli di quel senso di responsabilità e passione per il proprio lavoro che ha reso forte l'aggregato delle piccole e medie imprese in Italia. Dobbiamo farlo fin da subito, perché i nativi digitali sono alle porte e hanno bisogno di una guida sicura per poter crescere e non ritrovarsi anch'essi nel pantano. Per dare un futuro ai nostri giovani dobbiamo ripartire dal presente e dalle paure che ci stanno bloccando.

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