L'apocalisse del retail: una nuova speranza | Radio24
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L'apocalisse del retail: una nuova speranza

Come abbiamo visto nella scorsa puntata, è indubbio che il ruolo del retail nel processo di acquisto del consumatore debba profondamente cambiare. Il driver principale di questo ripensamento è la customer journey: i clienti hanno modificato i loro comportamenti di acquisto, non vogliono avere un commesso che li segue passo passo o essere costretti a prendere l'auto e finire imbottigliati nel centro cittadino per fare un acquisto. Vanno in negozio per vedere, toccare, provare, ma poi non comprano. Sempre più il punto vendita quindi assume il ruolo di luogo di verifica delle caratteristiche del prodotto e di esperienza di utilizzo e sempre meno di acquisto. La transazione si conclude su altri canali, più spesso online ma anche durante i momenti di incontro con la marca. Certo, questi ultimi sono ancora residuali, ma basti pensare ai temporary shop durante i periodi promozionali o le fiere che trovano la loro ragion d'essere nell'evento in se e non nel bene da acquistare.
Mantenere aperta una catena di negozi diventa quindi un lusso che in pochi potranno permettersi in futuro se consideriamo non solo i costi di affitto e del personale ma anche quelli di magazzino e logistica e la diminuzione drastica della traffico in negozio. Certo, azioni palliative o tampone possono essere attuate per catturare online gli acquirenti e portarli in negozio attraverso sconti, promozioni, benefit. E certamente le attività di CRM in acquisizione possono alleviare l'emorragia, ma non risolvono il problema. Perché il drive to store ha costi crescenti e erode valore e margini: i ribassi promessi per attirare i consumatori nel punto vendita seguono una curva di crescita sempre maggiore dal momento che nel tempo cresce nei clienti il disinteresse verso questo tipo di esperienza a favore di altre più comode, soprattuttoo se si tratta di beni o servizi non emozionali, come acquistare un treno di pneumatici.
Se le aziende non ripensano quindi al ruolo del punto vendita nell'otticha dell'esperienza del cliente e non smettono di guardarla come un mero processo di acquisto su cui pensano ancora di avere voce in capitolo, sono destinate a subire pesanti perdite. Impossibile? A vedere B8ta si direbbe proprio di no. 79 punti vendita aperti negli ultimi due anni, un negozio dove non puoi comprare nulla ma solo vedere, provare, testare, giocare con i prodotti esposti per poi acquistare online, anche direttamente nel negozio o comodamente a casa. I ricavi della catena vengono dall'affitto degli spazi commerciali ai brand, un po' come una piccola fiera i cui prodotti ruotano ciclicamente, sempre aperta, in centro città. Ogni prodotto esposto è corredato da uno schiermo da 10 pollici che fornisce le informazioni di dettaglio, collegato in remoto in modo che il brand possa aggiornarlo in tempo reale. Niente magazzino, costi del personale ridotti al minimo, niente cassa o contante in negozio. Si può fare.
In questa seconda ed ultima puntata dedicata al retail, ci concentriamo con Marco Pezzana, Amministratore Delegato di Manfrotto, sulle caratteristiche necessarie richieste ad una azineda per affrontare questo cambiamento. Potete scaricare il podcast integrale dell'intervista a #RadioNext sul sito di Radio24. E se per caso vi siete persi la puntata precedente, potete ascoltarla qui.

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