Questione di leadership: Gianluca Vialli | Radio24
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Questione di leadership: Gianluca Vialli

Per la Champions League ha pianto, di dolore e di gioia, rispecchiandosi nei suoi riflessi da sconfitto, ma anche da trionfatore. Sempre andando oltre, facendo della vittoria e della sconfitta non due demoni impostori da esorcizzare, ma due compagne di viaggio, come naturale che sia nella carriera di uno sportivo.
E' Gianluca Vialli l'ospite di questa puntata di Olympia, e con il grande bomber ex Cremonese, Sampdoria, Juventus e Chelsea, e in compagnia di Stefano Tirelli (docente di Tecniche Complementari Sportive all'Università Cattolica di Milano) riviviamo i momenti salienti della sua carriera, provando a scoprire i segreti della sua leadership, tra campo, panchina e spogliatoio.

"Quando vinsi la Champions con la Juventus, dopo averla persa invece con la Sampdoria, non provai gioia, piuttosto un senso di liberazione - ricorda oggi Vialli: avevamo sulle spalle una pressione enorme, e allora il gusto che rimase fu soprattutto quello del lavoro ben fatto, del dovere svolto. Per molti aspetti, nella mente di un atleta, rimane più impressa la sconfitta, che ha sempre un sapore actr difficile da dimenticare. Ma dalle sconfitte si deve ripartire, per trarre motivazioni e ispirazione. e poi, col passare del tempo, capita anche di affezionarsi, alle sconfitte, e di comprenderle meglio, accettandole"...


Vialli è stato anche allenatore, anzi fu - sul finire degli anni Novanta - uno degli ultimi allenatori-giocatori del calcio inglese: "Un allenatore può essere leader? Certo, anzi deve esserlo. Basti pensare che nella mia Juventus c'erano molte personalità forti, ma una guida carismatica come quella di Marcello Lippi in panchina"
"Un leader deve essere tale sia nella vittoria che nella sconfitta - sottolinea il prof. Tirelli - Il successo e il fallimento non sono tutto nella carriera di un atleta, ma tappe di un percorso di cui il vero campione riesce al leggere e interpretare tutti gli aspetti, gli elementi. Il senso di una carriera, di un pezzo essenziale di una vita, non può essere racchiuso tutto in una coppa vinta o persa, in un rigore segnato o sbagliato"...

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