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Da Amatrice al Monferrato, calcio e rugby vincono la partita della solidarietà

Ha deciso di trascorrere il suo 50esimo compleanno tra amatrice e Norcia, terre martoriate dal terremoto, per portare qualche ora di gioia e alleviare la sofferenza di quello spicchio di Italia che dopo il terremoto della scorsa estate e dell'autunno, prova, con fatica ed orgoglio a ripartire. Così, appena pochi mesi fa, Roberto Baggio, il Divin Codino del calcio italiano, a testimoniare che quella rinascita, in quelle terre martoriate dal sisma, passa anche attraverso lo sport.
Una piccola grande storia che arriva proprio da quelle terre ci chiedono oggi di raccontarvi gli dei dello sport, qui nell'ultima puntata stagionale di Olympia, che pure con il meglio di quest'annata continuerà a farvi compagnia anche durante l'estate. Proprio oggi è stato inaugurato in una frazione di Amatrice, chiamata Scai, un campo di calcetto, realizzato con la donazione dell'Ucei, l'Unione delle Comunità italiane, è che è il primo impianto sportivo che torna a disposizione delle popolazioni terremotate.
Ne parliamo subito con Franca Formiggini Anàv, la consigliera Ucei che ha seguito direttamente il progetto: "Realizzare questo campo ci è sembrato il modo più concreto ed efficace di fare qualcosa di utile per la comunità di Amatrice: un luogo di sport e aggregazione per i giovani e le famiglie"...


E a Olympia non poteva mancare quell'allenatore di calcio - perché allenatore di calcio è...- che è diventato suo malgrado il simbolo di Amatrice che lotta per rinascere anche attraverso la sua voglia di sport: Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice:" Lo sport e il calcio stanno facendo molto per Amatrice. Per la città di oggi, che vuole rinascere, ma anche per quella che verrà"...
Il messaggio è quello lanciato da Maxime Mbanda, flanker della Nazionaleazzurra e delle Zebre Rugby, di origine congolese, alle Tre Rose Rugby di Casale Monferrato, con cui si è allenato per un intero pomeriggio. Squadra davvero speciale nel panorama del rugby italiano, e non solo, perché la Tre Rose è costituita in larga parte da giovani rifugiati ospiti di cooperative sociali delle province di Alessandria ed Asti. Ragazzi che arrivano da 12 diversi Paesi (dal Togo al Senegal al Sudan fino a Romania e Albania), tanto che a essere chiamato lo straniero è il capitano, Fabio Lifrredi. Un piccolo grande miracolo che va avanti dal 2010, tanto da meritarsi anche l'attenzione del cinema, della tv e dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.


Ispiratore del miracolo delle Tre Rose è Paolo Pensa, 54enne ex carabiniere, operatore delle comunità salesiane, e presidente di questa polisportiva tanto speciale: "Abbiamo rugbysti da quasi tutti i Continenti, ma è ovvio che in questo caso la palla ovale è soprattutto strumento di dialogo e integrazione. Del resto non lo diceva un certo Nelson Mandela che lo sport ha il potere di cambiare il mondo? e il rugby in particolare, secondo me, per le sue regole basate sul fair play e il rispetto reciproco".

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