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Addio al pilota centauro: il mito di John Surtees

John Surtees ci ha lasciato pochi giorni fa all'età di 83 anni e il mondo del motorsport piange uno dei più incredibili protagonisti della sua storia. John è stato l'unico ad aver compiuto l'impresa di vincere la massima categoria sia a quattro che a due ruote: mondiale Formula 1 nel 1964 con la Ferrari, e ben 7 campionati nel Motomondiale nelle classi 350 e 500. Era una leggenda vivente, ora è una leggenda per sempre
Difficilmente qualcuno riuscirà, in futuro, a raggiungere il suo traguardo. John è stato figlio di un'epoca in cui si correva in diverse discipline e diverse classi, ma mai nessuno è riuscito, oltre a lui, ad essere il miglior pilota in assoluto sia su auto che su moto. La carriera di Surtees è sempre stata legata all'Italia: nella sua avventura sulle moto dal 1956 al 1960 ha corso sempre per MV Agusta, mentre una volta approdato alla Formula 1 è riuscito a vincere con la Ferrari, poi correndo anche per Cooper, Honda e BRM.
Nato a Tatsfield nel 1934,Surtees esordì nel motomondiale nel 1952. Fu campione iridato per tre anni di fila, dal 1958 al 1960, contemporaneamente in classe 350e 500. Il primo titolo mondiale era arrivato nel 1956 nella sola classe 500. Passato in Formula 1 nel 1960, trionfò alla guida della Ferrari nel 1964. Corse nel circus fino al 1972.
Il 1964 è l'anno d'oro in Formula Uno, vince 4 GP, in Messico si laurea campione del mondo di F.1 grazie all'apporto decisivo di Bandini (una botta al rivale Hill e mondiale a Maranello...). E' il primo e finora unico pilota ad aver vinto in entrambe le categorie. Anni dopo ci ha provato Mike Hailwood ma con le 4 ruote non ha mai colto i successi delle due seppure abbia dimostrato di avere talento.
La famiglia Surtees avrebbe continuato a calcare le scene iridate se nel 2009 in un incidente a Brands Hatch il giovane figlio Henry non avesse perso la vita in un modo assurdo. Una gomma staccatasi da una vettura andata fuori pista lo ha colpito sul casco facendolo morire di colpo. John accettò il verdetto del destino come una specie di rivalsa nei suoi confronti, che anni prima aveva avuto tanti incidenti, quando le piste e i mezzi erano molto più pericolosi uscendone sempre indenne. La passione per le corse, però, era innata e dopo quel mondiale del 1964 ci fu il clamoroso divorzio da Ferrari e l'avventura con altre squadre, tutte di secondo piano e meno competitive come la Cooper o la BRM fino a quando Surtees saltò il fosso e fece una sua scuderia da corsa, costruendo la vettura.

Mauro Forghieri, Responsabile del Reparto Tecnico per le vetture da corsa della Ferrari dal 1961 al 1984, rivive così per Olympia la vittoria mondiale di Surtees nel 1964: "John era un campione, pilota straordinario e abile conoscitore anche della meccanica delle auto. Nell'ultimo Gran Premio di quella stagione, a Città del Messico, l'aiuto di Bandini fu decisivo per arrivare al titolo, che Surtees meritava pienamente e che avrebbe vinto anche l'anno successivo, se non fosse arrivata la rottura con Ferrari stesso...".

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Ma Surtees fu più grande sulle due o le quattro ruote? Gianni Cancellieri, firma leggendaria del giornalismo sportivo motoristico, prova a rispondere:" Surtees fu campione straordinario sia in moto che in auto. Prova ne è il palmares e il livello degli avversari con cui si confrontò nella sua epoca, un periodo in cui il passaggio tra auto e moto era cosa piuttosto frequente, visto che il mondiale di Formula Uno aveva un calendario più rado e compatibile con quello delle moto".
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