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Il saluto della discordia

È da tempo che in Italia, il saluto romano, vietato dalla legge se effettuato in certe modalità e in certi contesti, torna periodicamente alla ribalta della cronaca. Un gesto che per molti è offensivo, anacronistico e nostalgicamente provocatorio, per altri invece, pienamente legittimo.
Quattro studenti che a febbraio in una scuola di Cuneo hanno fatto il saluto romano davanti al manifesto di una mostra sui lager nazisti, sono stati sospesi per 6 giorni dalla Preside, con l'obbligo di frequentare un percorso di consapevolezza su fascismo e nazismo. Recentemente una sentenza del tribunale di Milano ha stabilito che, "all'interno di un contesto commemorativo" il saluto romano così come gli altri "simboli nazionalsocialisti" non sono un reato, perché "privi di quella offensività concreta vietata dalla legge".
Oggi vogliamo sapere cosa ne pensano gli ascoltatori del saluto romano e come si schierano tra:

1 - Indefessi saluto romanisti. Basta con questi pregiudizi, il saluto romano è solo un omaggio alle nostre antiche e virtuose tradizioni italiche e chi le celebra si deve poter esprimere con la piena libertà di espressione.

2 - Anti rievocazionisti radicali. Ma quale libertà di espressione! Fare il saluto romano è una provocazione nostalgica e di propaganda tutt'altro che innocua, inneggia a valori e regimi incompatibili con la libertà e la democrazia, quindi è giusto condannarlo, sempre e comunque, anche per evitare che faccia presa sulle giovani generazioni.

3 - Tolleranti ironici. In democrazia tutti possono esprimersi come vogliono, Il saluto romano come ogni altro gesto che si rifà a una cultura dittatoriale, più che esssere perseguito per legge andrebbe neutralizzato con la l'ironia lo sberleffo di tutti gli italiani liberi e democratici che non si riconoscono nei movimenti nostalgici del ventennio.

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