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Le ong che soccorrono le navi dei migranti e i sospetti sulla nuova pirateria

Crollo dei redditi e disuguaglianza: è davvero la fine del capitalismo?
Il McKinsey Global Institute ha recentemente inserito l'Italia in un gruppo di economie occidentali nelle quali la maggior parte della popolazione non vede nessuna crescita economica. Fra il 2005 e il 2014 il 97% delle famiglie italiane infatti ha visto il proprio reddito scendere o rimanere fermo. Ma quello dell'Italia non è un caso isolato: per la prima volta da ottant'anni, in venticinque paesi un miliardo e mezzo di persone non ha migliorato il proprio tenore di vita o l'ha visto peggiorare – commenta Federico Fubini nell'articolo "E' davvero la fine del capitalismo?" (dal magazine Sette del 15 aprile).

Zamenhof e il suo sogno di una lingua universale
Tra i tanti anniversari importanti che cadono nel 2017, ce n'è uno che è passato quasi inosservato: il centenario della scomparsa di Ludwik Lejzer Zamenhof, l'inventore dell'esperanto. Fu l'unico tentativo di lingua universale che ebbe qualche successo – scrive Diego Marani nell'articolo "Esperanto, l'utopia fallita della lingua europea" (da La Stampa del 14 aprile), ma fu proprio la sua negazione dell'idea di Stato-nazione, a decretarne il fallimento.

Le ong che soccorrono le navi dei migranti e i sospetti sulla nuova pirateria
L'invasione dei migranti ha toccato numeri da record nel fine settimana di Pasqua: il bel tempo e il mare calmo hanno favorito il servizio di traghettamento dei clandestini dalla Libia, consentendo alle navi militari e a quelle delle Ong di caricare a bordo ben 8.300 passeggeri. Numeri che hanno portato il nostro governo a sospettare che dietro alle partenze ci sia la criminalità organizzata della Libia. "Dalle audizioni che si tengono in Senato – scrive Francesco Grignetti su La Stampa del 20 aprile – emerge come negli ultimi mesi le navi umanitarie abbiano surclassato le flotte ufficiali . Sistemandosi al limite della acque libiche ed esercitando una ricerca attiva, l'internazionale della solidarietà francese, tedesca e spagnola fa il pieno di migranti e poi,appellandosi alla legge del mare, li consegna nei porti italiani". "Frontex già da mesi teme che le ong stiano concorrendo con una campagna «fai da te» di intervento sulle barcacce dei trafficanti libici ad aggravare il problema" – commenta Gianni Riotta nell'editoriale "I sospetti sulla nuova pirateria" (da La Stampa del 20 aprile). "Salvare vite umane è precetto comune a fede, etica civile, legge. Ma questa non è stagione da Cavalieri Solitari, la tragedia in corso è troppo grande perché ci si possa arrogare di risolverla in proprio" – conclude Riotta.

La svolta del Marocco: il jihad è una malattia mentale e il velo è un ostacolo alla modernizzazione
Mentre in Europa ogni tentativo di proibire il velo nei luoghi pubblici o negli ambienti di lavoro, finisce per scatenare polemiche o interventi da parte della Corte europea, c'è un paese islamico dove il premier considera il velo un ostacolo alla modernizzazione. E' il Marocco, dove il nuovo premier El Othman sta cercando di rivoluzionare politica e costumi. "Il jihad è una malattia mentale e sono convinto che si possa curare esattamente come si fa con le altre patologie, somministrando farmaci" . Come scrive Luigi Guelpa nell'articolo "Il paese islamico in controtendenza, dove le donne sono protagoniste" – (da Il Giornale del 14 aprile) la modernizzazione e l'aumento dell'iniziativa privata sono la miglior risposta al fervore islamico. Sulla questione del velo, Othmani ha recentemente dichiarato: "Sto soltanto cercando di far capire che si può essere buoni musulmani senza vivere all'età della pietra come vorrebbero i jihadisti da noi o i talebani in Medio Oriente e che una donna può essere rispettosa della religione indossando un tailleur o un paio di jeans, abbandonando il velo".

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