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Gli italiani rassegnati all'idea di passare in coda buona parte delle proprie vite

Nasce la radio dei cantanti morti
Iniziato con la scomparsa di David Bowie e finito con quella di George Michael, il 2016 verrà ricordato come l'annus horribilis per gli amanti della musica. E i primi mesi del 2017 non sono stati da meno. Perché quindi non creare una radio dedicata solo ai cantanti scomparsi? Ci ha pensato un noto dj inglese, come racconta Giusi Fasano nell'articolo "La web-radio dei cantanti morti" (dal magazine 7 del 4 maggio).

Treni regionali: non solo ritardi cronici, ma anche ‘effetto terremoto' di magnitudo 5
I treni regionali italiani non sono soltanto sinonimo di ritardi cronici e disservizi di ogni genere, ma sono anche il modo migliore per sperimentare l' ‘effetto terremoto'. Come racconta Piero Bianucci nell' editoriale "Se il vagone trema (davvero) come durante un terremoto" (da La Stampa del 3 maggio), accendendo la funzione sismografo di un tablet appoggiato sul sedile, si può registrare un terremoto di magnitudo 5.

Gli italiani rassegnati all'idea di passare in coda buona parte delle proprie vite
La scarsa efficienza del trasporto pubblico è una delle ragioni per cui in Italia si continua a preferire l'auto per raggiungere il posto di lavoro. Con il risultato che gli italiani passano 23 giorni all'anno nel traffico, 128 minuti al giorno per gli spostamenti, ovvero un'ora in più a settimana rispetto alla media europea. In Europa solo i greci riescono a fare peggio, come rivela uno studio prodotto da Ipsos e Boston consulting per la prima edizione dell'Osservatorio europeo della mobilità. In questo modo gli italiani sono protagonisti involontari di un'odissea quotidiana - commenta il sociologo Marino Niola nell'editoriale "Il paese immobile costretto a un'eterna rincorsa" (da La Repubblica del 4 maggio).

Quando la scienza migliora i tempi di attesa
Anche i recenti dati diffusi dal Codacons non fanno che confermare quando emerge dai dati del primo Osservatorio europeo della Mobilità, ovvero che gli italiani devono rassegnarsi all'idea di dover passare in coda buona parte delle loro vita. Non solo code in mezzo al traffico, ma anche code negli uffici postali, negli ospedali, al supermercato o nei musei. Non esistono formule magiche che permettano di risolvere questi problemi, ma presso alcuni musei sono in atto esperimenti per velocizzare le code e per il modo migliore di passare il tempo durante le lunghissime attese, come racconta Anna Maria Speroni nell'articolo "La scienza e l'incoscienza della coda" (dal magazine 7 del 4 maggio).

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