L'industria alimentare tra export e dazi - Il blocco del Brennero - Rapporto Sace sul Made in Italy | Radio24
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L'industria alimentare tra export e dazi - Il blocco del Brennero - Rapporto Sace sul Made in Italy

Oggi a Focus Economia: Il Tirolo austriaco ha abbandonato il vertice internazionale "Brenner meeting" che si è svolto oggi a Bolzano sul traffico pesante al Brennero senza aver firmato il documento finale. «Abbiamo già varato in passato tre dichiarazioni di intenti, ed è arrivato il momento di intraprendere provvedimenti concreti», ha detto il governatore del Tirolo Guenther Platter lasciando il vertice.
C' è stato un autentico braccio di ferro tra il Tirolo austriaco e la Germania per le misure che dovrebbero portare ad una riduzione dei camion. Negli ultimi dieci anni il numero dei tir al valico italo-austriaco è infatti salito di quasi un milione a due milioni e mezzo all anno. Il Tirolo da alcuni mesi sta attuando una forma di «numero chiuso» nelle giornate di bollino nero, facendo transitare solo 300 mezzi pesanti all ora dalla Germania verso sud. Questo contingentamento è stato duramente criticato da Berlino.: Presentato oggi a Milano "Keep Calm Made in Italy , l ultimo Rapporto Export del Polo SACE SIMEST.
Lo studio evidenzia come dopo la performance brillante del 2017 (+7,4%), le esportazioni italiane, continueranno ad avanzare anche nel 2018 (+5,8%) e nel triennio successivo 2019-2021 (+4,5% medio annuo), sfiorando i 500 miliardi di euro già nel 2019 e superando i 540 miliardi nel 2021. Crescerà anche l export di servizi, che nell arco della previsione dovrebbero raggiungere i 116 miliardi di euro.
Nel 2018 si confermano cruciali per l'export italiano i mercati che hanno trainato la volata del 2017. La performance migliore è attesa per l'Asia (+8,4%) con Cina, India e Indonesia in prima linea; l'America Latina (+7,5%) con una ripresa degli scambi con il Brasile; e l'Europa emergente (+7,0%) in primis la Russia, pur con tutte le cautele legate al tema delle sanzioni internazionali. Positive le prospettive per il nostro export anche nel Nord America (6,1%), nell'Africa Subsahariana (+5,4%), nell'Europa avanzata (+4,8%) e in Medio Oriente e Nord Africa (+4,7%). Nel 2019-2021, l'export italiano "rallenterà" la sua corsa in media (+4,5%) in modo omogeneo in tutte le aree. Non mancano però alcune incognite. La prima è il rapporto euro/dollaro. Un valore superiore a 1,30 sarebbe infatti penalizzante per l'export europeo.
L'altro fattore di rischio è la possibilità che si scateni una vera e propria guerra commerciale con effetti di una simile escalation che potrebbero essere molto forti sia a livello globale che a livello dei singoli Paesi coinvolti.
Ospiti: Luigi Scordamaglia, presidente Federalimentare; Nicola Levoni, presidente Assica; Beniamino Quintieri, presidente Sace. Come di consueto spazio al commento della giornata di Borsa.


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