Record negativo di nascite in Italia, costi-benefici dell'immigrazione e indice liberalizzazioni | Radio24
Ora in diretta

Condotto da
Rating:

Record negativo di nascite in Italia, costi-benefici dell'immigrazione e indice liberalizzazioni

All'inizio e subito, che cosa ci ha fatto incazzare in settimana: il balletto dei numeri sul lavoro vantati dal governo rispetto alla realtà, 100 mln in più a LSU Sicilia dopo i 140 mln ai forestali calabresi in legge di stabilità, le parole di Padoan e Renzi sul fisco semplice mentre su tutti i decreti attuativi della delega fiscale AgEntrate punta i piedi (soglie penali per errori dichiarativi anche senza frode, raddoppio dei tempi di accertamento, validità di accertamenti fiscali e penali in essere anche se cambia norma su abuso di diritto cioè questa volta non vale per accertati e indagati il favor rei quando la norma cambia e decade l'accusa…), e chi più ne ha più ne metta… Poi TRE temi principali. Il primo - Record negativo di nascite in Italia: costa troppo e il fisco è troppo esoso verso la famiglia rispetto agli altri paesi Ue, oppure a pesare di più è una scelta antropologico- culturale? Nel 2013 l'Italia ha registrato il più basso numero di nascite dai tempi dell'unificazione del paese. Nel 2013 in Italia ci sono state 514mila nascite. Mai avevamo toccato un valore così basso dall'Unità in poi. Il minimo, prima del declino più recente, era stato osservato nel 1918, con 640mila nascite, ma c'era allora la grande guerra. Ora abbiamo la grande crisi economica, meno drammatica certamente, ma con effetti congiunturali non trascurabili su una fecondità già da lungo tempo in sofferenza. Il numero medio di figli per donna è sceso per la prima volta sotto la soglia di due (che corrisponde al rimpiazzo generazionale) nel 1977. Nel 1984, esattamente trenta anni fa, il dato è scivolato sotto un figlio e mezzo. Da allora non siamo più stati in grado di arrampicarci sopra tale valore, diventando il paese che da più lungo tempo si trova più vicino a un figlio medio per coppia piuttosto che a due. Ospiti: Giorgia Cozza, mamma di quattro figli, giornalista, collabora da anni con varie riviste e siti specializzati sul tema, autrice del libro Bebé a costo zero…. E Alessandro Rosina, professore di Demografia presso l'Università Cattolica di Milano. Per approfondire - Il sito dell'Istat: "Natalità e fecondità della popolazione residente: caratteristiche e tendenze recenti" - La Voce Secondo tema - Gli immigrati, i costi veri del del dare-avere dell'Italia dal fenomeno. Ma ci costano o ci arricchiscono e aiutano a pagarci le pensioni, come dipendenti e con le loro imprese? Ne parliamo con Chiara Tronchin, ricercatrice della Fondazione Moressa, che illustra il documento sui 3,9 mld di contributo attivo da immigrati, e vedremo se davvero ci sono tutte le spese comprese… Per approfondire - Fondazione Leone Moressa: "Costi e benefici dell'immigrazione" Terzo tema - ITALIA terzultima nelle liberalizzazioni , solo Lussemburgo e Grecia peggio di noi in Europa. Secondo l'Indice delle liberalizzazioni 2014 IBL, il paese più liberalizzato d'Europa è il Regno Unito, con un punteggio del 94%, seguito da Paesi Bassi, Spagna e Svezia (79%). La classifica dei paesi più aperti alla concorrenza è chiusa dalla Grecia (58%), preceduta da Francia, Danimarca e Italia (66%). Per quel che riguarda l'Italia, dei dieci settori esaminati quello più liberalizzato sono le telecomunicazioni (86%), seguite da mercato elettrico (81%) e televisioni (75%), settore però dove il nostro paese occupa l'ultima posizione in Europa. I settori meno liberalizzati sono invece il trasporto ferroviario (48%), i carburanti (57%) e le poste (59%). Ne parliamo con Carlo Stagnaro. Documenti - Istituto Bruno Leoni: "Indice delle liberalizzazioni 2014: UK in testa, Grecia ultima, Italia al 66%" E infine, per la serie NON SI PUO' FARE col nostro Renato Cifarelli, vi ricorderemo che lunedì si pagano gli acconti d'imposta sull'anno prossimo superiori anche al 100%: allegriaaaaa!!!!
Vedi tutti i commenti

Moderazione commenti

Radio 24 invita gli utenti del proprio sito ad un ascolto attivo e partecipativo, pertanto consente e favorisce la pubblicazione di commenti su queste pagine. I commenti sono aperti a chiunque desideri contribuire alla discussione.

I commenti rilasciati dagli utenti sul sito di Radio 24 sono pre-moderati, ovvero è applicata una moderazione preventiva secondo criteri che ne discriminano la pubblicazione.

Criteri di pubblicazione

Sono suscettibili di non pubblicazione i commenti che contengono, nel testo o nel nome dell’autore:

  • Contenuti relativi a tematiche personali con dati sensibili (indirizzi, numeri di telefono, e-mail, ecc.)
  • Critiche palesemente offensive
  • Critiche verso personaggi, ospiti ed altri brand
  • Minacce generiche
  • Minacce dirette a persone
  • Link commerciali che promuovono prodotti o attività anche no profit
  • Link ufficiali di siti web e link a risorse esterne
  • Insulti verso terzi diffamanti
  • Termini volgari, bestemmie
  • Contenuti che incitano alla violenza
  • Contenuti razzisti, sessisti, omofobici
  • Messaggi di spam o spoiler

Radio 24 si riserva la facoltà di modificare liberamente le presenti Note e Condizioni in qualsiasi momento aggiornando questa pagina.


Ultime puntate

Ascolta le puntate che ti sei perso, accedi ai podcast