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Tir, la sicurezza passa anche dalla formazione

Il tragico incidente del 2 gennaio sull'A21, all'altezza di Brescia, ha riportato alla ribalta la questione sicurezza legata ai mezzi pesanti. Al nostro microfono Massimo Bagnoli, presidente di Fiap (una delle associazioni dell'Albo dell'Autotrasporto), pone l'accento su un mercato sregolato <dove talvolta non si rispettano le regole> e spesso non si investe sulla formazione <perché ha costi e tempi che per alcuni risultano incompatibili con i ritmi imposti dalla concorrenza>.
Tra le norme centrali per la sicurezza c'è quella sui tempi di guida e di riposo. Una questione poi riguarda il riposo settimanale in cabina. Ed è una delle questioni al centro del dibattito in corso in sede europea per definire regole certe e comuni allo scopo di contrastare il dumping sociale. Ci sono paesi, come la Francia o il Belgio, che vietano il riposo lungo all'interno della cabina, pratica diffusa sui tir stranieri, come possiamo direttamente constatare nei fine settimana nelle nostre aree di sosta autostradali. La legittimità di questa norma, che in Italia non è in vigore, èstata ribadita prima di Natale dalla Corte di Giustizia Europea alla quale si era rivolto il consiglio di Stato del Belgio. Un principio importante come sottolinea al nostro microfono, Roberto Parillo, presidente di Etf, la Federazione europea dei lavoratori dei trasporti.
Si parla poi di revisioni con tempi di attesa sempre più lunghi a causa delle carenze di organico negli Uffici della Motorizzazione. Conftrasporto ripropone la proposta che le revisioni dei mezzi pesanti vengano eseguite anche nelle officine private. L'intervista al presidente Paolo Uggè.

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