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Mancano autisti professionali - 180 mila in dieci anni

Negli ultimi dieci anni in Italia il numero delle cqc, le carte di qualificazione del conducente (cioè il certificato che abilita alla professione di autotrasportatore di merci) è calato drasticamente: - 180 mila, dicono i dati elaborati da Conftrasporto.
Il ricambio generazionale è avvenuto solo in minima parte e contemporaneamente si è assistito all'invasione dei lavoratori (e dei mezzi) provenienti dall'estero. Per formare una nuova generazione di autisti, preparati sul fronte tecnologico e digitale, prosegue il "Progetto Giovani Conducenti", avviato dall'Albo, in collaborazione con le associazioni degli autotrasportatori e dei costruttori. Su iniziativa di Unrae, che è l'unione dei costruttori esteri, il progetto giovani conducenti è diventato anche un giro d'Italia negli istituti dei salesiani dove i ragazzi studiano e imparano un mestiere. Obiettivo, appunto, avvicinarli a quello di autista di mezzi pesanti. Dopo Verona e Palermo nei giorni scorsi il tour ha fatto tappa a Bari, all'istituto Don Bosco, nel quartiere Libertà. Al nostro microfono il presidente Comitato Centrale dell'Albo degli autotrasportatori, Maria Teresa Di Matteo, don Enrico Peretti, presidente del Settore Scuola del Centro nazionale opere salesiane, e alcuni ragazzi.
Da oggi riapre il corridoio ferroviario Reno-Alpi, interrotto dal 12 agosto in seguito ad uno smottamento avvenuto in territorio tedesco. Pesantissime le conseguenze sull'intero sistema logistico intermodale con ripercussioni anche su quello produttivo, visto che lungo questa linea scorre una fetta consistente del nostro export. Il punto con Gianfranco Laguzzi, presidente di Fercargo, l'associazione che riunisce gli operatori ferroviari privati.

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