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Riforma fiscale, giorni decisivi per l'approvazione


L'appuntamento più importante di questa settimana è l'approvazione della riforma fiscale che potrebbe arrivare già mercoledì.
La settimana scorsa repubblicani di Camera e Senato hanno raggiunto un accordo su un testo congiunto. Un testo da 500 pagine e 1.500 miliardi di dollari, approvato grazie a due senatori che fino a pochi giorni fa avevano espresso riserve, Marco Rubio e Bob Corker. Entrando nel dettaglio, la versione finale della riforma conferma che l'aliquota per le aziende scenderà dall'attuale 35% al 21% già nel 2018 (non nel 2019 come ipotizzato nelle versioni precedenti), contro il 15% inizialmente promesso da Trump. Gli scaglioni di imposta resteranno 7, contro i 6 che erano stati approvati dalla versione licenziata dal Senato e i 4 della Camera: 10%, 12%, 22%, 24%, 32% e 37%, per quella più alta che ottiene pertanto uno sconto rispetto all'attuale 39,6%. Tra le misure previste ci sono una deduzione del 20% per i titolari di attività "pass-through", la deduzione immediata dei costi di nuove attrezzature, lo stop alla alternative minimum tax (tassa sui redditi che scatta con aliquota unica sopra una certa soglia di reddito), una tassa dell'8% sugli asset illiquidi e una del 15,5% sugli asset liquidi per il rimpatrio dei capitali. La riforma, se approvata, aprirà la strada alle trivellazioni petrolifere nell'Arctic National Wildlife Refuge, un'area naturale protetta degli Stati Uniti che si trova nella zona nord-orientale dell'Alaska. I democratici e i gruppi ambientalisti sostengono che il piano del Grand Old Party comporta rischi di disastri ambientali in una delle aree più pure del Paese, rifugio di orsi polari, caribù, uccelli migratori e altri animali selvatici. Il testo prevede anche l'abolizione del cosiddetto "individual mandate", ovvero l'obbligo di assicurazione sanitaria per tutti previsto dall'Obamacare. La misura è considerata la maggior riforma fiscale degli ultimi trent'anni, ma sopratutto il primo e più importante successo legislativo di Trump, che nel suo primo anno alla Casa Bianca non era riuscito a varare leggi di ampio respiro. I sostenitori del provvedimento puntano sul fatto che, secondo le previsioni, porterà 2.500 dollari esentasse nelle tasse di ogni famiglia americana, mentre i critici fanno rilevare che potrà fare salire il deficit di 1.500 miliardi entro il 2025. I democratici bocciano nettamente il testo perché ritengono che del nuovo sistema beneficeranno i più ricchi e non la classe media.

Canzone del giorno, Frank Sinatra Let it snow

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