Le conseguenze economiche dell'elezione tedesca per Usa e Ue | Radio24
Ora in diretta

Condotto da
Rating:

Le conseguenze economiche dell'elezione tedesca per Usa e Ue

L'Obamacare si conferma la bestia nera dell'amministrazione Trump. Ieri l'ennesimo tentativo di portare in Senato un voto per sostituire la riforma sanitaria è infatti fallito ancora prima di iniziare, spingendo il leader repubblicano Mitch McConnel a dichiarare forfait e a condannare il presidente Donald Trump all'ennesima figuraccia. Ora tutte le energie verranno convogliate sulla riforma fiscale, un altro dei cavalli di battaglia di Trump, con cui spera di rilanciare economia e posti di lavoro. Proprio ieri però sono arrivate parole di cautela sullo stato dell'economia Usa, a pronunciarle il governatore della Federal Reserve. Parlando da Cleveland Janet Yellen ha ammesso che la Fed potrebbe aver sopravvalutato la forza del mercato del lavoro e l'andamento dell'inflazione, lasciando intendere che la politica monetaria potrebbe d'ora in avanti essere più accomodante di quanto fosse stato ipotizzato. Non è di certo una buona notizia per la crescita Usa neppure il risultato delle elezioni tedesche, che consegnano alla Germania e all'Europa un'Angela Merkel indebolita e costretta ad una coalizione di governo con i liberali. Tutto questo significa soprattutto una cosa: il rilancio di un'Europa forte e in crescita su un asse franco-tedesco, magari con una Ue perfino unita anche dal punto fiscale e con un unico ministro delle Finanze, appare oggi più lontano. Questa non è affatto una buona notizia per gli usa di Trump, che contavano proprio su un'Europa florida per sostenere la loro crescita.

Ad analizzare la situazione dai microfoni di America24 è Veronica De Romanis, docente di Politica economica europea alla Stanford University a Firenze e alla Luiss di Roma. "Al momento l'alleanza con i socialisti non sembra praticabile e la Cancelliera dovrà quindi aprire ad una coalizione con liberali e verdi, entrambe molto più rigidi in merito all'idea di una Germania che si accolli il peso anche dei paesi più deboli dell'unione". I passi proposti da Emmanuel Macron, dunque, potrebbero essere molto più complicati. "Non è detto però" – spiega ancora De Romanis – perché la Merkel ha già governato con i liberali, e proprio nel 2009 durante la crisi; in quell'occasione era comunque riuscita a portare a casa risultati sgraditi ai liberali, assolutamente contrari ad esempio ai salvataggi per Cipro, Irlanda, Spagna e Portogallo".La domanda di fondo che spacca a metà il mondo degli economisti però rimane: meglio un'Europa unita, oppure c'è un rischio di contagio da parte dei Paesi più in difficoltà? "La Merkel lo ha detto senza giri di parole - ricorda De Romanis - la Germania ha bisogno di un'Europa forte. Durante questa crisi però si è anche visto che molti paesi non hanno seguito il percorso di convergenza che si sperava, e questo può creare un effetto contagio". Veronica De Romanis ha di recente pubblicato un saggio tanto interessante quanto discusso: "L'austerità fa crescere", ma molti ritengono invece che la risposta tedesca alla crisi sia stata un vero e proprio errore storico. Rinnegare Keynes, ovvero non iniettare liquidità nel sistema come d'altronde hanno fatto paesi come l'America, ha creato conseguenze che oggi spaziano da una ripresa più debole a evidenti ricadute sul piano politico. "Il punto di vista tedesco sulla questione è chiara", spiega De Romanis: "Non siamo in una situazione di grave deflazione, sostengono, e immettere liquidità significa quindi creare una bolla. La bolla non c'è stata, e questo forse è stato l'errore della Germania, ma d'altronde io concordo che uno dei rischi di questa scelta sarebbe stato quello di disincentivare un percorso di riforme nei singoli stati. E' proprio quello che è successo all'Italia per esempio, con un aggiustamento fiscale del disavanzo che è passato negli ultimi due anni dal 3% al 2,4% unicamente per via delle scelte della Banca Centrale, non per il merito delle nostre riforme".
De Romanis non ha dubbi neanche nel rispondere all'atavica domanda del perché Donald Trump e Angela Merkel non vadano d'accordo: "Alla Merkel non piacciono le persone imprevedibili, e Trump proprio non lo capisce. A questo si aggiunge la questione della ‘chiusura', lei ha vissuto per anni nella Ddr e su questo principio proprio non transige: i muri non sono mai una soluzione".
Canzone del giorno: Rolling Stones - Angie

Vedi tutti i commenti

Moderazione commenti

Radio 24 invita gli utenti del proprio sito ad un ascolto attivo e partecipativo, pertanto consente e favorisce la pubblicazione di commenti su queste pagine. I commenti sono aperti a chiunque desideri contribuire alla discussione.

I commenti rilasciati dagli utenti sul sito di Radio 24 sono pre-moderati, ovvero è applicata una moderazione preventiva secondo criteri che ne discriminano la pubblicazione.

Criteri di pubblicazione

Sono suscettibili di non pubblicazione i commenti che contengono, nel testo o nel nome dell’autore:

  • Contenuti relativi a tematiche personali con dati sensibili (indirizzi, numeri di telefono, e-mail, ecc.)
  • Critiche palesemente offensive
  • Critiche verso personaggi, ospiti ed altri brand
  • Minacce generiche
  • Minacce dirette a persone
  • Link commerciali che promuovono prodotti o attività anche no profit
  • Link ufficiali di siti web e link a risorse esterne
  • Insulti verso terzi diffamanti
  • Termini volgari, bestemmie
  • Contenuti che incitano alla violenza
  • Contenuti razzisti, sessisti, omofobici
  • Messaggi di spam o spoiler

Radio 24 si riserva la facoltà di modificare liberamente le presenti Note e Condizioni in qualsiasi momento aggiornando questa pagina.


Ultime puntate

Ascolta le puntate che ti sei perso, accedi ai podcast