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OBAMA VINCE. HILLARY NON CEDE

Nuovo combattimento tra Hillary Clinton e Barack Obama



Clinton vince di misura in Indiana (51% a 49%) ma perde nettamente a Indianapolis. Andrà avanti nella corsa alla Casa Bianca ma apre al senatore di Chicago: rafforzerò la leadership del partito democratico per sconfiggere Mc Cain.

THE NOMINEE - Dopo l'ennesima sfibrante notte elettorale americana, è Barack Obama il "presumptive nominee", il candidato in pectore del partito democratico per la Casa Bianca: lo dicono le testate americane anche di orientamento politico molto diverso, dal liberal New York Times al conservatore Wall Street Journal. Anche i blog politici della capitale, da Drudgereport a Huffington Post, hanno commentato titolando "the nominee", il vincitore della nomination del partito. La vittoria nelle primarie del Nord Carolina questa notte è netta, la vittoria di Hillary Clinton nell'Indiana è debole.
ASCOLTA - Il commento di Mario Platero. Corrispondente del Sole24Ore da New York

ASCOLTA - Hillary Clinton non cede ed è costretta a mostrarsi ottimista

ASCOLTA - Barack Obama con la Nord Calonia ha finalmente conquistato un grande stato






06 maggio 2008
Nuova sfida nella lotta infinita fra Barack Obama e Hillary Clinton per l'investitura del partito democratico come candidato alla Casa Bianca. Si vota in Indiana e Carolina del Nord: l'ex first lady Hillary Clinton e il senatore dell'Illinois Barack Obama si sono scontrati di una campagna a colpi di comizi. "In fin dei conti, non si sceglie un presidente che fa discorsi ma uno che risolve i problemi", ha detto Clinton durante un comizio al Pitt Community College di Greenville, in Carolina del Nord. "Stiamo lavorando sodo e voglio ardentemente ogni singolo voto qui, in Carolina del Nord e in Indiana", ha detto il senatore dell'Illinois parlando a Evansville, in Indiana. In palio in Indiana e Carolina del Nord ci sono rispettivamente 72 e 115 delegati, oltre a complessivi 32 "superdelegati", che possono scegliere per chi votare alla
convention di fine agosto, e i sondaggi danno Clinton avanti in Indiana in media di poco meno di 5 punti e Obama avanti in Carolina del Nord, con una media di oltre 6 punti, comunque meno dei 20 punti di distacco che era arrivato ad avere nelle scorse settimane. La partita è tutta aperta dunque, con Clinton costretta a vincere in modo convincente in Indiana e a contenere le perdite, meglio ancora a strappare un'inattesa vittoria, in Carolina del Nord per mantenere vive le proprie speranze elettorali, rinnovate con il buon risultato della Pennsylvania.



24 aprile 2008
Vittoria netta in Pennsylvania per la senatrice di NY Clinton - «Hillary is Back»: ieri in Pennsylvania il voto alle primarie democratiche ha segnato il ritorno di Hillary Clinton, che ha conquistato il 55% dei voti contro il 45% di Barack Obama. Il senatore di New York dunque è riuscita ieri nel suo intento: ha vinto un'altra primaria importante ed ha accumulato una maggioranza sufficiente a confermare che resta lei la dominatrice dei grandi Stati, New York, la California, il Texas, l'Ohio, la Florida, il Michigan, il New Jersey e ieri la Pennsylvania, quelli insomma, dove si gioca la presidenza degli Stati Uniti. «Abbiamo vinto nonostante il senatore Obama avesse un importante vantaggio finanziario, ha battuto ogni record di spesa in questo Stato cercando di annientarci, di buttarci fuori dalla corsa... ebbene il popolo della Pennsylvania aveva altre idee», ha detto Hillary subito dopo la vittoria. E ha promesso che continuerà fino in fondo, per dimostrare che resta in grado di conquistare la scena politica.
E' l'ex-first lady Hillary Clinton la vincitrice delle primarie democratiche in Pennsylvania: la Clinton si e' aggiudicata il 55% dei voti, contro il 45% di Barak Obama, una percentuale sufficiente a rientrare in corsa per la nomination. Sentiamo la Clinton arringare i propri sostenitori nella notte italiana...
ASCOLTA - Hillary Clinton subito dopo aver aprreso di aver vinto

ASCOLTA - Barack Obama fa i complimenti alla senatrice Clinton

La prossima tappa di questa sfida infinita per assicurarsi la nomination sarà il 6 maggio, con le primarie in Indiana e North Carolina.



22 aprile 2008
ASCOLTA - Il punto di Sergio Nava alla vigilia del voto in Pennsylvania

Dopo oltre un mese di scambi di battute infuocate, dibattiti, dimissioni e indecisioni da parte dei sostenitori di uno e dell'altro candidato alla nomination democratica, per il senatore dell'Illinois Barack Obama e l'ex first lady Hillary Clinton è il momento della verità. Alle 13.00 italiane inizia il voto in Pennsylvania, l'ultima vera occasione per portare a casa un bottino consistente - nello stato sono in palio 158 delegati e 29 superdelegati - forse il momento in cui i democratici dovranno prendere una posizione decisa, per evitare di trascinare la questione in lungo, finendo per favorire il repubblicano John McCain, già da tempo scelto come candidato per la Casa Bianca. Ogni decisione sul seguito della campagna elettorale di entrambi i candidati alla nomination democratica è rimandata a stasera, quando alle 20 (le 2 di notte in Italia) i seggi dei 19 distretti della Pennsylvania chiuderanno e cominceranno ad arrivare i primi risultati.

La situazione appare favorevole al senatore di Chicago. Obama è in vantaggio nei sondaggi nazionali (la media tra le indagini effettuate lo vede avanti di oltre 9 punti), ha nelle proprie casse fondi cinque volte superiori rispetto a quelli di Clinton (stando ai dati di aprile, lui ha 42 milioni di dollari, lei 10,3 milioni di debiti e 9 milioni in contanti), sembra non essere stato penalizzato dalle recenti polemiche sugli elettori "rancorosi" e il numero di suoi sostenitori sembra crescere di giorno in giorno, ultimo in ordine temporale Michael Moore, regista dei documentari Sicko e Fahrenheit 9/11. Il senatore dell'Illinois preferisce comunque mostrarsi cauto, o scaramantico, ammettendo di "non prevedere una vittoria" in Pennsylvania, ma comunque aspettandosi "un distacco minimo", inferiore a "quello che si aspettano molte persone". Il senatore nero dell'Illinois Barack Obama non aspettera' in Pennsylvania i risultati delle primarie democratiche in vista della Casa Bianca, in calendario oggi. Lo ha indicato in serata la sua campagna, precisando che Obama passera' la serata ad Evansville, in Indiana, dove le primarie sono in calendario il 6 maggio e dove il senatore viene dato favorito. Hillary Clinton ha dal canto suo annunciato che sara' a Filadelfia, la principale delle citta' dello Stato, dove viene data in vantaggio di qualche punto sul suo avversario.


12 marzo 2008
Il senatore democratico di Chicago Barack Obama ha staccato l'avversaria nella corsa per la nomination presidenziale Hillary Clinton di quasi 20 punti in Mississippi, mettendo a segno il suo risultato più convincente con l'elettorato afroamericano: per lui più di nove voti su dieci. Con il 70 per cento dei seggi scrutinati Obama è in testa con il 58 per cento dei consensi contro il 40 per cento di Clinton. Ma il senatore di Chicago, nonostante la larga vittoria, ha
ancora una volta dovuto fare i conti con lo scarso sostegno dell'elettorato bianco: per lui hanno votato solo il 27 per cento dei bianchi.

NUMERO MAGICO 2.024 - Ecco un riepilogo della situazione nel campo ancora aperto, quello dei Democratici, dopo 66 giorni di primarie: la serie dei voti è cominciata il 3 gennaio in Iowa. Il conteggio dei superdelegati è quello tenuto dalla Cnn: Democratici (delegati necessari per la nomination: 2.024): 1) Barack Obama 1.527 delegati (di cui 199 superdelegati); 2) Hillary Clinton 1.428 « (di cui 238 superdelegati); (John Edwards, ritirato, controlla ancora 26 delegati). Totale delegati già assegnati: 2.981 su 4.047




AUDIARIO ELETTORALE


11° - 08 marzo 2008 - Wyoming. Un altro passo avanti per Barack Obama nella corsa delle primarie americane per la conquista della Casa Bianca. Il senatore dell'Illinois ha vinto i caucus (assemblee di partito) in Wyoming, aggiungendo altri 7 delegati al proprio bottino elettorale nella corsa alla nomination dei democratici per la Casa Bianca. Obama ha vinto con oltre il 61% delle preferenze contro il 38% della ex first lady Hillary Clinton.


10° - 5 marzo 2008 - Texas e Ohio a Hillary- Obama sulla difensiva
ASCOLTA - Il commento di Mario Platero

ASCOLTA - Hillary Clinton dopo la vittoria

ASCOLTA - John McCain

ASCOLTA - Primarie, sogni e notti insonni

Ieri notte Hillary Clinton, ha ribaltato le sorti della corsa per la nomination democratica e ha stravinto, si è aggiudicata l'Ohio, il Texas e il Rhode Island. Una conferma che la sua campagna ha recuperato l'iniziativa e che, a differenza di quella di Obama, è in grado di vincere i grandi stati, quelli che contano per l'elezione in novembre. Nei prossimi mesi dunque, la gara per la nomination in campo democratico resterà apertissima, epica e avvicente: con lo straordinario successo di ieri, anche se continua ad avere meno delegati del suo concorrente, Hillary Clinton rimarrà in gara fino alla fine. Anche perché le sue vittorie sono state nette. A conteggio quasi ultimato, in Ohio ha ottenuto il 56% del voto contro il 42% di Obama, a Rhode Island, il 58% del voto contro il 40% di Obama, in Texas il 51% del voto contro il 48% di Obama che ha invece vinto il Vermont, uno stato molto piccolo, con una forte maggioranza, il 60% contro il 38% di Hillary. Un recupero, quello di ieri della Clinton, dovuto soprattutto a una campagna improvvisamente aggressiva, persino negativa negli ultimi giorni, che ha avuto l'effetto di mettere Barack Obama sulla difensiva.



9° - 20 febbraio 2008 - Wisconsin e Hawaii
ASCOLTA - Il servizio di Catia Caramelli

In Wisconsin è arrivata la nona vittoria consecutiva nelle primarie del partito democratico per il senatore dell'Illinois Barack Obama e l'ennesima sconfitta per l'ex first lady Hillary Clinton. Scrutinio in corso nell'arcipelago delle Hawaii.

Il Wisconsin dà al senatore dell'Illinois 94 delegati, che riducono la differenza complessiva con la Clinton ma non bastano ancora. La vittoria significa infatti che Obama può ormai contare su 1078 delegati contro i 1081 dell'ex first lady alla convention democratica che incoronerà il candidato alla presidenza, secondo i calcoli del New York Times. «Il cambiamento che cerchiamo è lontano ancora mesi e miglia, abbiamo bisogno che la brava gente del Texas ci aiuti», ha commentato Obama. Hillary in effetti rivolge adesso le sue speranze proprio al voto nello stato della Lone Star e in Ohio, il 4 marzo, dove i due candidanti democratici si giocheranno un bottino di 334 delegati.

In casa repubblicana il senatore dell'Arizona John McCain dopo le primarie del Wisconsin ha vinto anche i caucus repubblicani dello Stato di Washington, secondo atto nel complesso processo di selezione del prossimo candidato alle presidenziali nello Stato. McCain ha battuto lo sfidante Mike Huckabee, ultraconservatore ex governatore dell'Arkansas, con un margine molto netto. Nello Stato di Washington sono in palio 19 delegati repubblicani.


8° - 11 e 12 febbraio - Obama vince la "battaglia del Potomac"

Weekend "magico" per Barack Obama, che ha vinto in Lousiana, Nebraska, Stato di Washington nella giornata di sabato, e nel Maine la domenica. Ma più che le vittorie, abbastanza scontate, hanno stupito le percentuali con le quali il senatore nero dell'Illinois ha battuto Hillary Clinton.
Un po' in difficoltà, Hillary ha cambiato a sorpresa la responsabile di campagna, sostituendo la ispanica Patti Solis Doyle con Maggie Williams, una nera.
Tra i repubblicani, ha colpito ancora una volta la vitalità di Mike Huckabee, ex Governatore dell'Arkansas e ex pastore battista, che pur non avendo più nessuna chance di ottenere la nomination contro John McCain, ha seccamente battuto il senatore dell'Arizona in Kansas e in Lousiana, perdendo per pochi voti nello Stato di Washington.

ASCOLTA
- Il servizio di Sergio Nava

- L'analisi di Mario Platero

- Barack Obama proclama la vittoria nei tre stati

- John McCain avverte: "Ora dobbiamo fermarli"




7° - 5 e 6 febbraio - Il Supermartedì

ASCOLTA - Il commento di Mario Platero

ASCOLTA - Le interviste e i commenti degli ospiti intervenuti a Viva Voce


E' stata una lunga notte quella del Super-martedì elettorale americano. Le tendenze sono ormai definite, anche se qualche sorpresa potrebbe ancora arrivare. In campo repubblicano, il vincitore appare essere il veterano di guerra John McCain, che ha trionfato in ben nove Stati, tra cui quello importantissimo della California. Il principale rivale di McCain, Mitt Romney, se ne aggiudica altri sei, mentre al terzo incomodo Mike Huckabee ne andrebbero cinque. In termini di delegati, McCain ne ha al momento 487: staccatissimo Romney coi suoi 161.

ASCOLTA - John McCain, parla ai suoi sostenitori a Phoenix, in Arizona
"Sto correndo per il grande privilegio di guidare il partito, che è stato la mia casa politica per 25 anni. Sono grato per questa prospettiva. Vi prometto che se avrò il grande privilegio di vincere la nomination repubblicana, lavorerò duro per assicurare che i principi delnostro grande partito, vinceranno ancora la maggioranza dei voti degli americani, sconfiggendo qualsiasi candidato democratico..."

In campo democratico, la notizia sicuramente più importante è rappresentato dalla vittoria di Hillary Clinton in California: Clinton avrebbe ottenuto nello Stato occidentale il 53% dei voti, contro il 37% di Obama. L'ex-first lady è però in minoranza nel numero di Stati vinti stanotte: 8 contro i 13 già assegnati a Barak Obama. Ma prevale, la Clinton, nel numero dei delegati, il cui numero conta ai fini della nomination: al momento ne ha 671 contro i 560 del senatore afroamericano. Difficilmente, comunque, questo Super-martedì deciderà la sorte della nomination in casa democratica.

ASCOLTA - Obama intanto parla già da presidente davanti ai suoi sostenitori di Chicago
"Il nostro tempo è arrivato, il nostro movimentio è reale, l'ora del cambiamento è giunta. Stavolta deve essere diverso, stavolta dovbbiamo voltare pagina e scrivere un nuovo capitolo nella storia americana, stavolta dobbiamo saper cogliere l'attimo..."

ASCOLTA - Hillary Clinton ha parlato nella notte ai suoi sostenitori, attaccando la controparte repubblicana...
"I repubblicani vogliono altri otto anni per fare esattamente quello che hanno fatto negli ultimi otto: hanno tagliato le tasse ai più ricchi e vogliono continuare a tagliarle. Hanno accumulato novemila miliardi di dollari di debiti e dicono: perché non altri novemila miliardi? Hanno fatto cinque anni di guerra in Iraq e dicono: perché non altri cento? Beh: hanno fino al 20 gennaio 2009 per stare al potere... e non un giorno di più!"



6° - 29 gennaio Florida
John McCain, il senatore dell'Arizona veterano del Vietnam, ha vinto le primarie repubblicane in Florida, lasciandosi alle spalle l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney. A scrutinio ancora in corso, McCain ha conquistato il 36% dei voti contro il 31 di Romney. Grande sconfitto Rudolph Giuliani, l'ex sindaco di New York che, dopo aver racolto un risicato 15% ha deciso di uscire dalla corsa e appoggiare McCain.
Sul fronte democratico - come era scontato - Hillary Clinton vince davanti a Barack Obama e John Edwards.
ASCOLTA - Il punto di Mario Platero


5° - 26 gennaio South Carolina (Dem)
Barack Obama, il senatore nero dell'Illinois, ha vinto con il 55 per cento delle preferenze le primarie democratiche della South Carolina, schiacciando i suoi due rivali, Hillary Clinton, seconda con un povero 27 per cento, mentre John Edwards, arrivato terzo con il 18 per cento soltanto nel suo Stato natale, è virtualmente fuori gara. Poco prima che Obama prendesse la parola di fronte ai suoi sostenitori, nel Convention Center di Columbia, la capitale dello Stato, la Cnn ha annunciato che Caroline Kennedy, la figlia del presidente assassinato cui Obama viene spesso paragonato, ha deciso di sostenere la sua corsa alla Casa Bianca, come spiega oggi nel suo 'endorsement' la signora al New York Times. Poco dopo avere ricevuto la telefonata di congratulazioni dall'ex first lady, da Nashville, nel Tennessee, accolto dalle note di 'It's a Beautiful DAy' degli U2, Obama ha spiegato ai suoi elettori che in South Carolina il "futuro ha vinto sul passato". Nonostante il terzo posto nello Stato dove è nato, Edwards ha detto che resterà in gara, almeno fino al Super Martedì del 5 febbraio, quando si voterà in una ventina di Stati. "Sono qui per restare", ha detto l'ex senatore della North Carolina rassicurando i suoi sostenitori: "Finanziariamente, siamo a posto". Il 5 febbraio vanno al voto una ventina di Stati per un totale di circa 1.600 delegati alla Convention del partito democratico che a fine agosto investirà il candidato per la corsa alla Casa Bianca. Tra questi i popolosi California e New York.


4° - 19 gennaio Nevada -South Carolina (Rep)
In campo repubblicano Mitt Romney ha incassato facilmente il successo nel Nevada, Stato con una forte influenza dei mormoni. In South Carolina ha invece vinto il senatore dell'Arizona John McCain. Una conferma che nella compagine repubblicana manca ancora un leader definito e la battaglia resta incerta.
ASCOLTA - Mario Platero commenta Nevada e South Carolina

ASCOLTA - Hillary Clinton ringrazia dopo la vittoria in Nevada

ASCOLTA - McCain vince in South Carolina

A Obama non è bastato il sostegno della Culinary Workers Union, il sindacato della ristorazione, il più grande nello Stato, 60mila iscritti e forte radicamento tra i dipendenti dei casinò e la comunità ispanica. La presa di posizione del sindacato ha smussato ma non ribaltato il tradizionale sostegno che Clinton ha a lungo vantato nella comunità di origine latinoamericana. In Nevada, prima dell'avanzata di Obama, Hillary aveva 25 punti di vantaggio. Obama, per aumentare la partecipazione e le proprie chance, ha ottenuto di svolgere caucus dentro i palazzi del gioco d'azzardo, nonostante tentativi della campagna di Clinton di bloccarli: questo ha consentito di votare ai dipendenti impegnati in turni di lavoro. Il senatore dell'Illinois è riuscito a conquistare il voto dei giovani e degli afroamericani, ma alla fine tra gli ispanici Clinton lo ha doppiato, secondo calcoli della Cnn. Tra i repubblicani in Nevada, Romney ha incassato il terzo successo dopo Wyoming e Michigan. Romney si è aggiudicato oltre metà dei consensi contro il 13% sia del sorprendente Ron Paul, repubblicano isolazionista e libertario, che di John McCain. In South Carolina il duello, trascinatosi nella notte, è stato tra McCcain e il populista Mike Huckabee: McCain ha contato sul voto motivato da preoccupazioni di sicurezza nazionale, legato alle grandi basi militari e ai molti pensionati delle forze armate che si trovano nello Stato. Huckabee ha puntato sui ranghi degli evangelici e dei conservatori sociali, elettorato religioso che in South Carolina ha profonde radici. Un altro candidato che ha sta cercando di conquistare il sostegno dei repubblicani più conservatori è Fred Thompson. Il prossimo appuntamento per i repubblicani sarà con la Florida, dove ha puntato tutte le sue carte l'ex sindaco di New York Rudolph Giuliani.


3° - 15 gennaio Michigan
Romney profeta in patria. Mitt Romney vince le primarie del Michigan e si assicura quel successo che gli permette di continuare a sfidare Edwards, McCain e Giuliani nella corsa alla candidatura repubblicana. Romney si è assicurato il 40% delle preferenze contro il 30% di McCain (vincitore in New Hampshire). Terzo Huckabee, il vincitore dell'Iowa. Sfida apertissima dunque e attesa per la prossima tappa del fine settimana. Vittoria e corsa solitaria per Hillary Clinton che in Michigan non doveva confrontarsi con i suoi principali avversari. Sabato i democratici si sfidano in Nevada, i repubblicani in South Carolina.
ASCOLTA - La cronaca del voto di Andrea Malan

ASCOLTA - Pace fatta tra Hillary Clinton e Barck Obama. di Mario Platero

VIDEO - Romney si dichiara vincitore

ESPLORA - La Home Page di Mitt Romney





2° - 8 gennaio New Hampshire
La rivincita di Hillary Clinton


ASCOLTA - Hillary Clinton. "Durante l'ultima settimana vi ho ascoltati e ho trovato la mia vera voce..."

ASCOLTA - Il discorso di Hillary Clinton in italiano

ASCOLTA - Il pianto di Hillary Clinton prima del voto in NH

ASCOLTA - Obama dopo la sconfitta

ASCOLTA - McCain (Rep) festeggia la vittoria

ASCOLTA - Il voto commentato da Mario Platero





1° - 4 gennaio Iowa
­Vincono Barak Obama e Mike Huckabee


ASCOLTA - La cronaca del voto di Marco Valsania

ASCOLTA - Il commento di Mario Platero

ASCOLTA - Barak Obama parla a De Moines

ASCOLTA – Mike Huckabee

ASCOLTA – Hillary Clinton





ASCOLTA - Change. Il primo mantra elettorale




La mappa del voto da www.bbc.co.uk


17 Gennaio 2008

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