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VIAGGIO NELLE PMI IN ITALIA - Come cambia il Paese dopo la crisi
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VIAGGIO NELLE PMI IN ITALIA - Come cambia il Paese dopo la crisi

di Anna Marino

Un viaggio nelle macrozone ad alta densità di produzione in Italia. Nord, Sud ,Ovest, Est, sono i punti cardinali delle storie e delle testimonianze degli imprenditori che quest'estate ci raccontano il territorio e il panorama in cui le loro imprese affondano le radici.
C'è una grandissima potenzialità degli ex territori dei distretti industriali ora chiamati "zone" che non è venuta meno durante la crisi. Il programma vuole essere un viaggio quasi turistico e una sorta di esplorazione dei diversi territori produttivi, in cui gli imprenditori hanno scelto di rimanere a produrre nel loro Paese, per la qualità e per puntare sul territorio come elemento strategico. L'esportazione è comunque attiva, rimanere in Italia non è un rifiuto dell'internazionalizzazione, che invece così ha una solida base di partenza nell'area di origine, e in più ci sono forti ricadute sui diversi settori radicati sul territorio, dal turismo alla cultura, al commercio. Viaggeremo nelle "macroregioni" d'Italia alla ricerca delle zone produttive, delle comunità e delle particolarità, e intervisteremo imprenditori testimoni del tessuto imprenditoriale scegliendo tra le numerose storie dei dei nuovi o tradizionali distretti territoriali.

Storie in anteprima, inedite o in versione long, ma anche idee e novità per l'impresa sono disponibili nella pagina del programma di Voci di Impresa e curiosando nella sezione EXTRA, in cui potrete scriverci i vostri messaggi e le vostre storie. Voci di Piccola Impresa è su twitter con l'account @vocipmiradio24, su Facebook alla pagina Voci di Piccola Impresa, il blog e il download sono sempre su www.radio24.it.
Lo speciale di voci di piccola impresa viaggio nelle piccole e medie imprese in Italia va in onda ogni domenica a luglio e agosto alle 13:15



OTTAVA TAPPA: VENETO

Il Viaggio nelle pmi fa un salto nel Triveneto che traina la ripresa. In testa c'è il prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, al secondo posto il comparto dell'occhialeria nel bellunese. Ma a vincere è tutto il sistema veneto: se lo scorso anno secondo il rapporto Intesa San Paolo ben 7 distretti sui 15 più in crescita a livello nazionale erano veneti, un risultato che sembrava inarrivabile, nel 2016 si è riusciti a fare ancora meglio, arrivando a quota 8. Dopo prosecco e occhiali ci sono i dolci e la pasta veronesi, la plastica di Treviso, la meccanica strumentale di Vicenza e la termomeccanica scaligera.
La prima storia è in pieno quella del settore tradizionale radicato nel veneto: il vitivinicolo. Quattrocento anni fa nella Valle dell'Adige inizia la storia di Albino Armani. Tutto cominciò il 7 dicembre 1607, quando Domenico Armani firmò il documento notarile, ora custodito nell'Archivio Storico di Trento, che gli consegnava i terreni con "arbori e vigne" appartenuti al padre Simone. Una storia di quattro secoli ancora attuale, che ci racconta Albino Armani...

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La Bretelle&Braces è una piccola azienda trevigiana fondata nel 2004 dai fratelli Rosanna e Mirco Merlo: dopo più di 30 anni di esperienza nel settore delldella produzione di accessori da Uomo, i fratelli Merlo decidono di cominciare a produrre bretelle e cinture fatte totalmente a mano come una volta, con un' eccellente capacità artigianale tipica del distretto veneto. Tutti i prodotti sono interamente realizzati in Italia da artigiani specializzati italiani, e le materie prime vengono rigorosamente selezionate tra i migliori produttori in Italia e Francia. Le bretelle vengono cucite e confezionate totalmente nel laboratorio a Treviso, cosi come le cinture elastiche, interamente intrecciate a mano. L'azienda produce bretelle anche per il Teatro della Scala di Milano per la realizzazione di bretelle e cinture per la opere teatrali, e nasce dall'artigianalità di famiglia come spiega Mirco Merlo...

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SETTIMA TAPPA: PIEMONTE

Oggi siamo in viaggio in Piemonte, in particolare nel distretto dei vini per capire come si sta sviluppando tutto ciò che ruota intorno a bottiglie pregiate di Barolo, Barbaresco, Nebbiolo, che va al di là del settore automotive e oltre ai tradizionali distretti crea nuovi bacini di produttività.
E comun denominatore per i distretti piemontesi è il boom dell'export, +14,2% nel primo trimestre 2017più del doppio rispetto alle esportazioni distrettuali italiane, cresciute nel primo trimestre 2017 del 6,4%. E' questo il bilancio elaborato della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che ha diffuso i dati sugli 11 distretti del Piemonte.
Bene soprattutto i frigoriferi di Casale Monferrato e l'oreficeria di Valenza, ma tirano anche caffè, confetterie e cioccolato di Torino. Bene anche il distretto dei dolci di Alba e Cuneo, Rubinetteria e valvolame di Cusio-Valsesia, Tessile di Biella, e Vini delle Langhe, Roero e Monferrato
E si prevede un'ulteriore crescita per il secondo semestre grazie ad investimenti in tecnologia che faranno da booster, da propulsori.
Come l'ultima innovazione introdotta nello stabilimento in provincia di Cuneo alla Gai macchine imbottigliatrici Spa di Ceresole d'Alba. Una smart factory in grado di garantire autonomia ed efficienza energetica, con un alto tasso di automazione, macchinari in funzione 365 giorni l'anno, notte e giorno, e un trend di crescita tra l'8 e il 10% negli ultimi anni. Un investimento da sei milioni di euro per realizzare un impianto energetico su misura per un'azienda 4.0. Per scongiurare microinterruzioni di energia elettrica nell'imbottigliamento di migliaia e migliaia di vini di ottime annate come spiega l'Ing. Carlo Gai, presidente della Gai macchine imbottigliatrici spa...

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Altro punto di forza per le aziende del territorio sono la sostenibilità e il welfare, il benessere dei dipendenti. Dal 1970 Witt si dedica alla creazione di prodotti 100% naturali per il benessere, la pulizia domestica e la cura della persona. E dalla cosmesi naturale dai prodotti cosmetici al make up vegano, dagli integratori alle creme, dalle essenze ai profumatori per ambienti, dai detergenti per la casa ai prodotti per il benessere degli animali domestici ,Witt ha creato un mondo sostenibile intorno e dentro all'azienda come racconta Presidente del Gruppo Witt Aristide Artusio...


SESTA TAPPA: MARCHE - EMILIA ROMAGNA


Il viaggio costruisce un ponte tra le Marche e l'Emilia Romagna, risale dal Centro al nord nel nostro ideale percorso per conoscere solo alcuni dei 147 distretti italiani che valgono l'80 per cento del tessuto produttivo nazionale. La dorsale che unisce l'Emilia-Romagna alla Puglia, attraversando Marche, Abruzzo e Molise ha subito l'impatto della crisi, una trincea di oltre settecento chilometri, campo di battaglia per anni della recessione e delle crisi bancarie. Nelle Marche il pil locale ha rialzato la testa, anche se nel 2016 la crescita ha subito un rallentamento secondo il Rapporto di Bankitalia sull'andamento dell'economia marchigiana , come anche all'inizio del 2017.Hanno pesato anche gli effetti del sisma, in particolare sul settore turistico, ma ci sono anche elementi positivi: ripresa degli investimenti nell'industria manifatturiera (+10%), migliore redditività delle imprese e impennata del fatturato industriale.
Perchè non coniugare allora turismo, distretti e imprese? POP UP! GLUPPA Art, Food and Travel alla scoperta dell'arte urbana e dei sapori delle Marche, un'impresa vincitrice del bando Funder35 per le organizzazioni culturali non profit. E' un progetto di turismo culturale che crea una sinergia tra l'arte urbana e l'enogastronomia per promuovere le Marche all'estero attraverso un veicolo fisico che è la "gluppa" (elemento della tradizione) che contiene un paniere di prodotti di aziende marchigiane.

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In Emilia-Romagna la prolungata fase recessiva sembra essersi interrotta, c'è una moderata crescita sempre secondo Bankitalia combattono meglio di altri il distretto biomedicale di Mirandola, colpito anch'esso dal terremoto, e la "motor valley", tengono tutti i distretti tradizionali, ma intorno a bologna famosa per le sue eccellenze gastronomiche dai tortellini, tagliatelle al ragù e mortadella...qui è nato un nuovo distretto della moda che secondo la fondatrice Elisabetta Franchi ricorda Milano. Oltre 6.000 mq di headquarters immersi nella campagna bolognese e filosofia green da export...

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QUINTA TAPPA: L'UMBRIA

Il viaggio di oggi si sposta in Umbria, dove negli ultimi anni si è parlato più di distretti sismici che di distretti produttivi, ma ora si parla anche di ripresa. In quel territorio ferito tra Umbria e Marche che il terremoto ha messo in ginocchio, tra aziende alimentari e concerie che esportano per oltre mezzo miliardo di euro.
Un territorio sempre allerta perché ci sono altre aree da prendere in considerazione rispetto a quelle colpite dal primo sisma del 24 agosto. Ma che non si da per vinto come il primo albergo storico dell'umbria che a Norcia , in provincia di Perugia, dopo il terremoto in centro ha riaperto i battenti ad aprile. E rinasce dopo aver resistito anche alle scosse il cinquecentesco Palazzo Seneca, la prima struttura alberghiera ad aprire in Umbria nel Novecento e ora la prima del territorio ferito dal terremoto del 30 ottobre scorso che torna all'attività dopo un lungo restauro con un forte adeguamento sismico, ed estetico. E' una ripartenza naturale per un edificio già molto abituato a resistere nei secoli, spiega Federico Bianconi, ultima generazione della famiglia di imprenditori proprietaria che possiede 5 alberghi in città e fa ristorazione dal 1850. Prima del sisma la catena del gruppo a Norcia contava 130 dipendenti, adesso ne ha riassorbiti 60. E' un'iniezione di fiducia all'economia del territorio, spiega Federico Bianconi...

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Un distretto, quello umbro, dove il piccolo è ancora bello e possibile, anzi necessario. E dove si va oltre il tradizionale. Vetrya, società italiana della digital economy, che si occupa dello sviluppo di piattaforme e servizi digitali e che ad Orvieto ha la sua sede all'interno di un Corporate Campus, costruito su ispirazione dei campus della Silicon Valley, un centro ad altissima tecnologia, dove lavorano i giovani dipendenti (età media di 33 anni), senza orari fissi e con la piena libertà di decidere quando lavorare e quando usufruire degli spazi che il campus offre. Il fondatore e proprietario è Luca Tomassini, Cavaliere del Lavoro tra i protagonisti della storia dell'innovazione made in Italy. dell' Ing. Luca Tomassini, fondatore e CEO di Vetrya, un esempio di welfare concreto anche prima delle agevolazioni fiscali che ha ritorni sul fatturato...

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QUARTA TAPPA: IL LAZIO

Ci spostiamo in Lazio dove uno dei punti di forza sono proprio i distretti industriali e i sistemi produttivi locali: sono stati riconosciuti 3 distretti industriali, lapideo, della ceramica e dell'abbigliamento, e 7 sistemi produttivi locali, dall'agroalimentare al cartario alla nautica fino all'audiovisivo a Roma con gli studi di Cinecittà. Circa il 40% dell'export del Lazio è assicurato dai distretti, in cui operano oltre 4.500 imprese con quasi 84.000 lavoratori. Ma oggi andiamo oltre alla scoperta di nuove frontiere del territorio.
La prima storia è quella di Soundreef, una startup che si occupa di raccolta e gestione dei diritti d'autore, tema nevralgico in Europa e in italia tra competitors e regole per proteggerlo. Soundreef è una startup tutta italiana, nata in Gran Bretagna e rientrata nel nostro Paese. E' stata fondata da Davide D'Atri un romano che ha fatto nascere la sua idea all'estero, riconosciuta da marzo 2016 come entità di gestione indipendente dall'Intellectual Property Office del Regno Unito. Da poco è anche entrata nel network di Endeavor Italia, rete internazionale che seleziona imprenditori di valore e li aiuta a sviluppare il loro business durante la fase di espansione. Davide d'Atri, Ceo di Soundreef, spiegato come però il terreno fertile per la sua start up si stato a sorpresa proprio il LAZIO ma i talenti e il mercato italiano e straniero restano diversi sotto alcuni punti...

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La seconda storia è quella di un distretto del gioiello in Lazio nato a Frosinone da un piccolo laboratorio artigianale, Boccadamo. Un distretto costruito mattone su mattone da Tonino Boccadamo,
che dà nuove prospettive di lavoro sul territorio e valorizza i talenti. E da poco è stata fondata anche la scuola orafa per ragazzi diversamente abili dal nome "Il valore del gioiello", attraverso la Fondazione Tonino Boccadamo, che fin da giovane ha coltivato questa passione. E ora la trasmette anche all'estero e sui social...

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TERZA TAPPA: LA PUGLIA
La terza tappa del viaggio si sposta in Puglia, dove fioriscono nuovi e tradizionali distretti, e si trovano ancora campioni dell'export grazie a movimenti come che raccolgono tutte le esperienze del territorio: e allora l'eccellenza della meccatronica, che affianca il distretto calzaturiero di Casarano, quello industriale di Barletta, quello del tessile e del mobile Imbottito nasce e si sviluppa tra le province di Matera, in Basilicata, e Bari, in Puglia. E grazie a movimenti come il distretto Produttivo "Puglia Creativa" è un laboratorio progettuale nazionale con l'obiettivo che le imprese culturali e creative pugliesi e i loro talenti rimangano sul territorio.
La prima storia nasce da questo contesto ed è attiva nel settore formazione e impresa. E' un'impresa, la scuola Open Source, ma è appunto anche una scuola, un luogo dedicato all'innovazione, sociale e tecnologica, dove svolgere attività didattiche, culturali e di ricerca. Un'idea imprenditoriale nata da un premio nazionale, che si chiama Che fare, e come spiega uno dei suoi fondatori Alberto De Leo, forma talenti su misura per le imprese del territorio e non solo...

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La seconda storia è quella di Gìmel, azienda pugliese, che da quasi quarant'anni progetta e realizza collezioni di abbigliamento e accessori per bambino in sinergia con diverse griffe della moda . Quest'anno compiono 40 anni di attività, e secondo Alberto Dalena Amministratore Delegato e fondatore Gìmel hanno raggiunto un obiettivo i mercati internazionali oggi coprono circa l'80% del fatturato grazie alle buone performance dell'area mediorientale e russa oltre a Corea, Giappone e Hong Kong. E nel frattempo formano loro stessi i talenti in azienda, talenti soprattutto del territorio pugliese...

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SECONDA TAPPA: LA SARDEGNA E CAGLIARI
ll viaggio nella sua seconda tappa si sposta in Sardegna, per esplorare i territori produttivi e le nuove zone di eccellenza.
La prima riguarda un settore a sorpresa come quello dell'IT, dell'alta tecnologia, che si è sviluppato grazie a fondi regionali mirati, creati nel tempo come una Silicon Valley a Cagliari, facendo nascere nuovi distretti di eccellenza. Moneyfarm è ormai una scale up, dalla start up fondata nel 2011 da Giovanni Daprà e da Paolo Galvani, ed è una piattaforma di consulenza indipendente che costruisce portafogli di investimento. C'è una enclave dell'azienda a Cagliari, mentre una parte delle risorse umane è a Londra dove la finanza è matura su tutti i fronti. Spiega perchè il cofondatorePaolo Galvani...

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La seconda storia nel settore tradizionale dell'accoglienza turistica che si è ampliata dopo gli attentati terroristici per ospitare chi preferisce anche per sicurezza le mete nostrane e che concepisce i villaggi come viaggi. Parliamo di Club Esse un'azienda tutta italiana che nel 2016 ha visto esplodere il business e crescere il proprio fatturato (20 mln sui 18 previsti) in Italia. Spiega perchè Michele Spiga, amministratore delegato Club Esse, che dalla sua ha anche l'accento sardo...

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PRIMA TAPPA: LA CAMPANIA E NAPOLI
ll viaggio nelle PMI Italiane parte da due case history che ormai girano tutto il mondo ma sono nate in Campania, dove da sempre il settore agroalimentare è la punta di diamante, dalla pasta alla pizza, ma a sorpresa anche l'alta tecnologia traccia un nuovo volto della Campania, abbiamo ascoltato le loro storie in occasione del primo Festival dello Sviluppo Sostenibile partito da Napoli e organizzato da Asvis-Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile, cui aderisce Confindustria e che riunisce oltre 160 organizzazioni del mondo economico e sociale. Stefania Brancaccio, Cavaliere del lavoro, Vice Presidente della società COELMO SpA, produttrice di gruppi elettrogeni industriali e marini. Con tre stabilimenti in Campania, uffici di rappresentanza in Europa e Medioriente e distributori nei maggiori paesi del mondo, 2.000 unità annue, più di 100 persone impiegate, un fatturato di 30 milioni di euro annuo. Bisogna andare oltre Industry4.0 e pensare alle risorse umane con welfare e misure di sostenibilità per arrivare lontano con la propria impresa e innovare sempre...

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Susanna Moccia, Responsabile esportazioniLa Fabbrica della Pasta di Gragnano, che oggi può contare su un 70% delle vendite fuori dall'Italia, produce 140 formati di pasta esportati in 62 Paesi, dalla Birmania al Cile, dalla Thailandia all'Australia. E con il Consorzio della Pasta di Gragnano l'azienda pensa anche alle atre pmi del territorio e ad aiutarle ad esportare, senza dimenticare robotizzazione e welfare per i dipendenti...

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