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Vaccini, ecco come funziona in Europa


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  • GR24 In italia come in Europa dilaga lo scetticismo sui vaccini...

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Dopo i dati allarmanti sul picco del morbillo in italia, arrivati a quasi 2000 nel 2017, si guarda anche ad altri paesi oltre alla Romania dove pure la vaccinazione per il morbillo sarebbe obbligatoria e si scopre che in tutta europa è record di scetticismo. e che non in tutti i paesi è obbligatorio vaccinare i bambini che si iscrivono a scuola. 280 milioni di cittadini europei hanno infatti libertà di scelta informata sulla vaccinazione. Dipende dalle diverse scelte di politica pubblica: per esempio la vaccinazione è obbligatoria per la polio in Germania, Francia e Italia e raccomandata in Svezia. E' obbligatoria per la pertosse in Polonia e "solo" raccomandata in gran parte d'Europa, come nel Regno Unito, dove non esiste obbligo. Il vero obiettivo è il tasso di copertura della popolazione, cioè la capacità da parte dello Stato di convincere i propri cittadini informandoli. Tra i paesi membri la Francia al primo posto nel mondo per dubbi sulla sicurezza, e in molti altri c'è un gap tra obbligo e adesione dei cittadini Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità: "essendosi gli europei dimenticati di quando le malattie come la poliomelite mietevano vittime o lasciavano disabilità terribili hanno fatto prevalere questo aspetto che porta molto spesso a esitare dal punto di vista vaccinale". E l'Europa va in direzione opposta anche rispetto al resto del mondo: "negli Stati Uniti - sottolinea ancora Ricciardi- c'è un obbligo vaccinale in 48 stati su 50 e in questo momento sono molto più protetti i bambini africani".
In Europa le principali vaccinazioni sono obbligatorie ad esempio in Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Francia, Grecia, Italia , Lettonia, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria così come nei Paesi candidati membri Macedonia, Montenegro, Serbia ed altri. Nel mondo la Francia è al primo posto per dubbi sulla sicurezza. Italia, Russia e Azerbaijan i paesi in cui è messa più in discussione la loro importanza come strumento di prevenzione. L'indagine del Vaccine Confidence Project dimostra che non c'è correlazione tra l'obbligo di vaccinazione e il tasso di copertura della popolazione che si dovrebbe vaccinare. Sono molti i fattori che influiscono, incluse le difficoltà di accesso al sistema sanitario oppure nei paesi Africani l'intervento massiccio delle organizzazioni internazionali come spiega Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità...

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L'indagine del Vaccine Confidence Project uscita il 26 aprile 2017 mette sotto i riflettori il comportamento verso i vaccini di oltre 65mila persone di 67 Paesi. Se Bangladesh, Ecuador e Iran sono i paesi in cui i vaccini vengono ritenuti "più importanti", in Europa la diffidenza aumenta. Anche se i tassi di copertura vaccinale rimangono alti, nel Vecchio Continente si trovano sette dei dieci Paesi che mostrano più dubbi sulla sicurezza dei vaccini, tra cui la Francia (45,2%) e la Bosnia (38,3%), mentre nel resto del mondo la media è del 13%. Molte più certezze, invece, in Argentina (1,3%), Etiopia (2,1%) ed Ecuador (2,2%), i tre Paesi con il tasso di scetticismo sulla sicurezza più basso.
Se si considera, invece, un altro parametro di valutazione, ovvero la scarsa importanza assegnata ai vaccini, vincono la maglia nera Russia (17,1%), Azerbaijan (15,7%) e Italia (15,4%), contro una media mondiale del 5,8%.
E proprio sul fronte del tasso di copertura, i tassi di vaccinazione più bassi si registrano nel sub-continente indiano, nell'Africa Sub-sahariana e nel Sud-est asiatico, per via della povertà, l'accesso limitato ai servizi vaccinali e la poca educazione sanitaria. In Europa, comunque, le coperture hanno grande variabilità: in Danimarca, Islanda, Romania, Austria, Moldavia, San Marino e Ucraina si registrano i tassi più bassi dal 2000.

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