I Vaccini della discordia | Radio24
Ora in diretta

Condotto da
I Vaccini della discordia
Notizie | GR24

I Vaccini della discordia

di Anna Migliorati e Alessandra Schepisi

Vaccini si cambia: da 4 a 12 le immunizzazioni obbligatorie senza le quali da 0 a 6 anni sarà vietato l'ingresso a scuola e dai 6 ai 16 saranno applicate pesanti sanzioni pecuniarie fino alla possibile sospensione della potestà genitoriale. Novità che partono già dal prossimo anno scolastico. Si parla di 800mila ragazzi e bambini da vaccinare entro settembre, anche se il ministero della Salute ha chiarito che ci sarà una fase transitoria in cui sarà possibile presentare solo la prenotazione alla Asl in attesa di completare tutti gli adempimenti. Scuole, Asl e Tribunali da qui ai prossimi mesi saranno comunque investiti di moltissimi casi da risolvere. Riusciranno gli istituti scolastici ad organizzarsi e a controllare entro settembre i documenti di tutti i ragazzi? Come potranno gestire i ricorsi dei no vaxx? I presidi già protestano: "Non vogliamo sottrarci - dicono -, ma non siamo una dependance della Asl ". E le Asl invece saranno in grado di effettuare tutti i controlli dovuti e di vaccinare bambini in tempo? E quanto costerà tutta l'operazione visto che si tratta di vaccini completamente gratuiti? Mentre in Europa come ci si sta muovendo? Tutto questo mentre continuano a crescere le preoccupazioni e i dubbi dei genitori, anche tra i più favorevoli ai vaccini, per non parlare di chi è assolutamente contrario e minaccia ricorso.

LINK - Reportage "Vaccini il decreto della discordia" - 17 giugno2017


per ascoltare i contenuti multimediali
installa adobe flash player

Rating:
Venerdì 16 giugno - Corsa contro il tempo. Asl e scuole si attrezzano (di Alessandra Schepisi)
Vaccinazioni obbligatorie. A settembre si parte. E scuole, Asl e tribunali saranno investiti di moltissimi casi da risolvere. Preoccupati sopratutto i dirigenti scolastici . E' prevista si una fase transitoria per il primo anno di applicazione del decreto, ma resta il fatto che nuove incombenze ricadono sulle scuole che dovranno controllare i documenti di tutti i ragazzi, segnalare eventuali violazioni alle Asl e organizzare le classi in modo da prevedere una distribuzione omogenea di bambini non vaccinati perché esonerati. Una mole di lavoro in più, lamentano i presidi già' scesi in piazza a protestare. "Le scuole non possono fare tutto - dicono - . Non siamo autorità sanitaria nè di polizia. Questo stato di controllori non compete a noi, danno a noi una nuova responsabilità con le segreterie che non ce la fanno in più, non possiamo fare anche il lavoro del Ministero della salute. " . Ma ntanto il Ministero della Salute promette una campagna di sensibilizzazione dal primo luglio, ore di formazione per i docenti e una collaborazione molto stretta con le Asl. La fase transitoria in ogni caso aiuterà. Per questo primo anno infatti alle famiglie basterà presentare una autocertificazione in attesa ad esempio di trovare i libretti vaccinali o la prenotazione alla Asl in attesa che questa provveda poi ad eseguire la vaccinazione. Richieste che avevano formulato le stesse regioni come spiega Antonio Saitta presidente della commissione salute della conferenza delle Regioni. " Con questa diluizione le preoccupazioni che avevamo dal punto di vista organizzativo e per i cittadini non dovrebbero esserci. Dopodiché passare a un sistema diverso dal passato comporta una nuova organizzazione e probabilmente personale in piu". Si pensa poi a informazioni personalizzate per le famiglie che dai prossimi mesi potrebbero ricevere a casa un avviso con il tipo di vaccinazione da effettuare e relative scadenze.

per ascoltare i contenuti multimediali
installa adobe flash player

Rating:
Giovedì 15 giugno - Le nuove frontiere della ricerca. Un italiano il padre dei vaccini moderni (di Silvia Menetto)
E' italiano il padre dei vaccini moderni. Rino Rappuoli, 65 anni, è stato il primo scienziato a brevettare i vaccini utilizzati attualmente per la meningite. E' il vincitore del European Inventor Award, il più importante riconoscimento europeo all'innovazione, che verrà assegnato questa sera. Perché fanno paura i vaccini? Sono sicuri? Lo abbiamo chiesto a lui...


per ascoltare i contenuti multimediali
installa adobe flash player

Rating:
Mercoledì 14 giugno - Il piano europeo per i vaccini. Dibattito non solo italiano (di Anna Migliorati)
"Chiedo ai medici: siano i nostri ambasciatori". Le parole sono del Commissario europeo per la salute, il cardiologo lituano Vytenis Andriukaitis. Il dibattito sui vaccini infatti non è solo cosa nostra. Preoccupa il morbillo in un continente, come dice il Commissario, dove si viaggia molto e senza barriere tra un paese e l'altro. E preoccupa la poliomelite, tanto che l'Europa, diventata polio free da 15 anni (dal 2002) torna ad essere a rischio. La linea a Bruxelles su questo è chiara: "ogni anno nel mondo le vaccinazioni evitano una cifra stimata in 2,5 milioni di morti", ripete ormai da mesi il Commissario Andriukaitis. Commissione schierata a difesa anche dei vaccini per morbillo e papilloma virus. L'Europa ha approvato un piano d'azione europeo per le vaccinazioni 2015-2020, pur restando chiaro che ogni paese è libero di fare quel che crede, vacini obbiligatori o campagne di sensibilizzazione. 15 dei 29 Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito non hanno alcuna vaccinazione obbligatoria, e gli altri 14 ne prevedono almeno una. Un certificato vaccinale per l'iscrizione a scuola lo richiede, come avviene nel Canada e in alcuni stati Usa, solo la Germania. Come spesso accade, insomma, in Europa ognuno va per conto proprio. Per trovare una maggiore armonizzazione è stato avviato alcuni anni fa il progetto Venice. Gli epidemiologi del Vecchio Continente puntano a migliorare lo scambio di informazioni con l'ambizioso obbiettivo di un unico calendario vaccinale europeo.


per ascoltare i contenuti multimediali
installa adobe flash player

Rating:
Martedì 13 giugno - Ma quanto ci costano i vaccini? E quanto farebbero risparmiare di patologie evitate? (di Alessandra Schepisi)
12 vaccini obbligatori, ma anche gratuiti con il nuovo decreto. Ma quanto costeranno al servizio sanitario nazionale? La copertura economica per l'estensione dell'obbligo è già prevista dal nuovo Piano nazionale vaccinale 2017-2019 con lo stanziamento di 413 milioni di euro per il triennio. Risorse che potrebbero anche essere anticipate al 2017 in caso di necessita così come chiedono le Regioni per poter affrontare lo sforzo organizzativo iniziale. Ai cittadini invece non costeranno nulla perché gratuiti, mentre anche in passato la spesa pro-capite era comunque irrisoria. Secondo il rapporto Osmed dell'Agenzia italiana del farmaco per il 2015 la spesa per vaccini a carico del Servizio Sanitario Nazionale ammontava a 317,9 milioni pari ad appena l'1,4 per cento della spesa totale per farmaci, mentre quella pro-capite era di 5,23 euro. Un costo pari a 5 caffè all'anno per ogni cittadino italiano. Ma ben più interessante è capire quanto fanno risparmiare. «I vaccini pesano poco spiega il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi - ma rendono molto in termini di risparmi sulle terapie". E' stato infatti calcolato che 1 euro speso per la vaccinazione può liberarne 24. In Italia secondo alcuni recenti studi per i casi di morbillo evitati grazie alla vaccinazione dal 1979 al 2009 c'è stato un risparmio di circa 10 milioni di euro annui ed è stato calcolato che vaccinando tutti i cittadini tra i 50 ed i 64 anni contro l'influenza con un investimento massimo di 76 milioni di euro ci sarebbe un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale pari a 746 milioni di euro, con un rapporto di 1 a 10.


per ascoltare i contenuti multimediali
installa adobe flash player

Rating:
Lunedì 12 giugno - I no e i si a confronto. Tanti dubbi, qualche certezza (di Alessandra Schepisi)
Il 19 maggio disco verde del Consiglio dei ministri. L'8 giugno entrata in vigore. E da oggi il Decreto vaccini comincia il suo iter parlamentare. Un cammino costellato però da aspre polemiche, minacce di ricorsi dubbi, preoccupazioni. Ieri manifestazione nazionale a Roma contro l'obbligo delle immunizzazioni e per la libertà di scelta. Genitori in piazza per protestare contro un decreto che porta le vaccinazioni obbligatorie da 4 a 12, come requisito per l'ammissione ad asili nido e materne e con pesanti sanzioni per la scuola dell'obbligo. I più estremi chiedono di non sottoporre i propri figli ad alcuna vaccinazione, altri invece piani personalizzati. Per Giovanni Bazzoni del Comitato libera scelta vaccinale "il punto è se di fronte a queste scelte è legitimo escludere i figli da scuola". La questione dicono ancora altri è la mancanza di un monitoraggio chiaro sulle reazioni avverse. Timori inesistenti ribatte la comunità scientifica. L'epidemiologo dell'Istituto Superiore della Sanità Giovanni Rezza cita i dati Aifa pubblicati qualche giorno fa e spiega che " le reazioni gravi sono estremamente rare tanto è vero che non viene riportato nessun decesso associato alle vaccinazioni nei dati Aifa. Quelli che vengono riportati come eventi avversi sono eventi che fanno seguito alle vaccinazioni, ma che non vengono causati dalla vaccinazione stessa.". Un tema che è anche terreno di scontro politico. Il Movimento cinque stelle annuncia battaglia contro gli eccessi del decreto e il ministro Lorenzin querela contro il deputato Sibilia che ha definito follia l'obbligatorietà. Un percorso parlamentare che non sarà facile.

Vedi tutti i commenti

Moderazione commenti

Radio 24 invita gli utenti del proprio sito ad un ascolto attivo e partecipativo, pertanto consente e favorisce la pubblicazione di commenti su queste pagine. I commenti sono aperti a chiunque desideri contribuire alla discussione.

I commenti rilasciati dagli utenti sul sito di Radio 24 sono pre-moderati, ovvero è applicata una moderazione preventiva secondo criteri che ne discriminano la pubblicazione.

Criteri di pubblicazione

Sono suscettibili di non pubblicazione i commenti che contengono, nel testo o nel nome dell’autore:

  • Contenuti relativi a tematiche personali con dati sensibili (indirizzi, numeri di telefono, e-mail, ecc.)
  • Critiche palesemente offensive
  • Critiche verso personaggi, ospiti ed altri brand
  • Minacce generiche
  • Minacce dirette a persone
  • Link commerciali che promuovono prodotti o attività anche no profit
  • Link ufficiali di siti web e link a risorse esterne
  • Insulti verso terzi diffamanti
  • Termini volgari, bestemmie
  • Contenuti che incitano alla violenza
  • Contenuti razzisti, sessisti, omofobici
  • Messaggi di spam o spoiler

Radio 24 si riserva la facoltà di modificare liberamente le presenti Note e Condizioni in qualsiasi momento aggiornando questa pagina.


Le ultime puntate

Scarica i podcast più recenti