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Radio 24 al Festival dell'Economia di Trento

Trento, 29 maggio - 2 giugno

Spettacoli e lectio magistralis alla decima edizione del Festival dell'Economia di Trento, dal 29 maggio al 2 giugno. Un'edizione dedicata alla "Mobilità sociale" che vedrà tra i tanti interventi quello del premier Matteo Renzi e del ministro Pier Carlo Padoan. L'obiettivo, spiega il direttore scientifico Tito Boeri, è di avvicinare un pubblico vasto al tema delle disuguaglianze: "Ne parleremo con alcuni dei protagonisti della letteratura e della ricerca e sarà l'occasione per guardare verso il futuro, a quello che succederà nei prossimi dieci anni".

Un festival sviluppato attraverso quattro parole chiave: merito, opportunità, eredità e genere. Con le conferenze di Joseph Stiglitz (29 maggio) e Paul Krugman (2 giugno). I due premi Nobel rifletteranno sui problemi sollevati dall'economista francese Thomas Piketty nel suo Il Capitale nel XXI secolo. Spazio anche a satira e teatro, spiega Giuseppe Laterza, presidente dell'omonima casa editrice, organizzatrice del Festival insieme alla Provincia autonoma di Trento: "Quest'anno abbiamo anche una componente di spettacolo, con attori come Alessandro Bergonzoni e Marco Paolini che interverranno sui temi, saranno critici, ma sicuramente divertenti. Parlare in maniera coinvolgente di questioni difficili, questa è la sfida del Festival".

Nel programma è coinvolta l'intera città di Trento, con musica per le strade, mostre e storie di imprenditori raccontate attraverso il cinema. Per il presidente della Provincia autonoma, Ugo Rossi, "la mobilità sociale è stato uno degli obiettivi storici del Trentino, ma oggi bisogna saper abbinare l'attenzione ai temi del sociale con quelli della competitività, perché si gioca su dinamiche globali". Tra le altre cose si parlerà anche di incentivi e ostacoli alla nascita di nuove imprese, contadini 2.0 e crowdfunding. Per il rettore dell'Università di Trento, Paolo Collini, sarà "un dibattito aperto e trasparente, un vero Festival, non è uno di quei grandi eventi a cui accedono pochi eletti di cui leggiamo solo sui giornali".

Radio 24 sarà presente al Festival dell'Economia di Trento presso lo stand situato in Piazza Pasi, con i seguenti programmi:

Sabato 30 maggio
10.00-12.00 I conti della belva
Condotto da Oscar Giannino e Carlo Alberto Carnevale Maffè
12.00-13.00 L'altra Europa
Condotto da Federico Taddia

Domenica 31 maggio
Incontri
Condotto da Gianfranco Fabi

Lunedì 1 giugno
17.00-18.30Focus economia
Condotto da Sebastiano Barisoni
Smart city
Condotto da Maurizio Melis

Martedì 2 giugno
13.00-14.00 Effetto giorno
Condotto da Simone Spetia
17.00-18.30 Focus economia
Condotto da Simone Spetia

Il programma completo sul sito http://2015.festivaleconomia.eu/

LE INTERVISTE

L'idea è quella di favorire flessibilità in uscita, verso la pensione anticipata. 62 anni, non prima, con qualche rinuncia sull'importo dell'assegno. E' la riforma previdenziale alla quale sta lavorando il governo, che potrebbe favorire l'ingresso dei giovani. "Questo ha un costo, che va distribuito. Ci sono varie ipotesi, le stiamo studiando" dichiara il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, dal festival dell'economia di Trento, che, sull'eventuale ricalcolo delle pensioni retributive col sistema contributivo, afferma: "I veri diritti acquisiti sono quelli maturati col sistema contributivo ma questo non vuol dire niente". Vorrà non dir niente. Ma la disparità di trattamento tra passato e futuro resta.
Sul punto non sembra trattare neanche il ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti. Sul palco dice apertamente che la politica deve saper riconoscere i propri errori ma sulle pensioni retributive preferisce non rispondere.


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C'è pensione e pensione. Non è una questione di importo. Piuttosto di contributi versati. "La distinzione importante da fare, non è tanto sui diritti acquisiti ma su come sono stati acquisiti. Io sostengo che è importante andare a vedere i contributi effettivamente versati.". La voce è quella di Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review in Italia che, dal festival di Trento, rilancia il ricalcolo per tutti, su base contributiva, sottolineando inoltre come le pensioni siano l'unico capitolo di spesa cresciuto dal 2009. Gli risponde con toni accesi Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera: "Non permetteremo che qualcuno inquieti 15 milioni di pensionati con la 'minaccia' di un ricalcolo per il retributivo. Si aprirebbe un conflitto sociale". Intanto il presidente dell'Inps Tito Boeri studia nuove forme di flessibilità in uscita, per la pensione anticipata. Secondo indiscrezioni, chi decidesse di ritirarsi prima dal lavoro, potrebbe dover rinuciare al massimo all'equivalente di un mese di pensione all'anno. Poi Boeri annuncia una novità, a partire da oggi: "Tutte le pensioni saranno pagate il primo del mese".

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Per 12 mesi ha studiato sprechi, riduzioni e dismissioni dell'Italia. Incaricato dal governo Letta, il commissario della spending review, Carlo Cottarelli se ne è andato pochi mesi dopo l'arrivo del governo Renzi. Del dossier che aveva lasciato non se n'è saputo nulle per mesi. Solo qualche settimana fa è riemerso. Delle sue indicazioni qualcuna, forse troppo timidamente, è stata adottata. Ora Cottarelli, ripreso il suo ruolo al Fondo monetario internazionale, dal palco del festival dell'economia di Trento, focalizza su alcuni punti cruciali del report. Il primo. Contrariamente a quanto si creda: "Dal 2009 l'unico capitolo di spesa che è aumentato sono le pensioni" dichiara Cottarelli. Tagli contenuti nella sanità. E sulle auto blu svela: "Gli enti locali non le hanno ridotte". Un capitolo che meriterebbe un riequilibramento. "E' importante andare a vedere quali sono i contributi che sono stati pagati" ribadisce il membro del Fmi. Ulteriore punto. Cottarelli suggerisce di andare a colpire l'eccessiva frammentazione degli organi statali: 8.000 comuni, 10.000 partecipate. La parola chiave è: accorpare. Con conseguente riduzione del personale. Per questo avverte: "Ci sarà qualcuno che perde dalle riforme anche se queste riducono gli sprechi". E sempre in tema di sprechi, l'eccessiva illuminazione pubblica. Cottarelli fa l'esempio dei lampione sulla Roma-Fiumicino. "L'ultima volta che ci sono passato effettivamente le luci erano spente. Allora ho pensato che il comune di Roma mi avesse dato retta. Poi ho scoperto che avevano rubato i fili del rame".

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Arriva puntuale, finge di voler sfuggire alle domande di qualche cronista. "Non so nemmeno io perché sono qui" scherza Stefano Belisari, in arte Elio che, con Le Storie Tese, propone da trent'anni musica e canzonette, pazze e irresistibilmente sgangherate. C'è anche lui tra gli ospiti del festival dell'economia di Trento. All'interno della Sala Depero nel palazzo della Provincia, ci sono già decine di giovani che lo attendono. Si aspettano che dia loro input per orientarsi in un mondo del lavoro senza bussola, prendendo spunto da quella creatività che lo ha reso celebre. "Non cercate il posto fisso dove non fare niente tutta la vita, è il modo peggiore per spendere i propri giorni" dichiara Elio. "Oggi ci sono più che vite bruciacchiate" commenta il cantautore, prendendo spunto dal suo ultimo libro. "Però se uno pensa, e pensa bene – prosegue - credo che riesca a inventarsi qualcosa. Noi in Italia siamo bravi a inventarsi cose". L'ambiguità dell'affermazione non è casuale, in perfetto accordo con lo stile pungente e ironico, che contraddistingue il cantautore da sempre. Prima di scappare via, ci concede un'ultima domanda. Gli chiediamo quanti Shplaman siano rimasti nei nostri tempi, quanti ce ne siano ancora di quell'eroe, creato dal cantante, che faceva giustizia nelle periferie spalmando materia organica in faccia ai criminali: "Io prevalentemente" risponde Elio. Ci strappa una risata e corre dagli studenti, in attesa scalpitante.
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"Questa edizione è sulla mobilità sociale, cioè sulla possibilità che i poveri diventino ricchi, e che i ricchi diventino poveri". Questa la provocazione con cui Tito Boeri, presidente dell'Inps apre il festival dell'economia di Trento, di cui è direttore. Cinque giorni di dibattiti, mostre, spettacoli tra premi Nobel, ricercatori e artisti serviranno a riflettere sull'uguglianza delle opportunità. Per dar vita a una società scalabile, che permetta di salire anche a chi parte dalla base. Che permetta ai ragazzi di non pagare le conseguenze della riforma pensionistica di 20 anni fa. Le condizioni di partenza non sono incoraggianti. Preoccupa per esempio la crescita esponenziale dei voucher, utilizzati per pagare alcune forme di lavoro, sottolinea Boeri. Le prestazioni occasionali eranno 25mila nel 2008, un milione lo scorso anno. "Se dovesse diventare l'unica forma di lavoro, sarebbe la nuova forma del precariato in Italia"


L'idea è quella di favorire flessibilità in uscita, verso la pensione anticipata. 62 anni, non prima, con qualche rinuncia sull'importo dell'assegno. E' la riforma previdenziale alla quale sta lavorando il governo, che potrebbe favorire l'ingresso dei giovani.
"Questo ha un costo, che va distribuito. Ci sono varie ipotesi, le stiamo studiando" dichiara il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, dal festival dell'economia di Trento, che, sull'eventuale ricalcolo delle pensioni retributive col sistema contributivo, afferma: "I veri diritti acquisiti sono quelli maturati col sistema contributivo ma questo non vuol dire niente".
Vorrà non dir niente. Ma la disparità di trattamento tra passato e futuro resta.
Sul punto non sembra trattare neanche il ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti. Sul palco dice apertamente che la politica deve saper riconoscere i propri errori ma sulle pensioni retributive preferisce non rispondere.
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