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Il nuovo Capo dello Stato è Sergio Mattarella. Ampia convergenza nella quarta votazione
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Il nuovo Capo dello Stato è Sergio Mattarella. Ampia convergenza nella quarta votazione

di Daniele Biacchessi

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31 gennaio, il punto finale Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica. Succede a Giorgio Napolitano. La sua elezione è avvenuta alla quarta votazione. Nelle prime tre avevano prevalso le schede bianche. Sul suo nome, proposto dal premier Matteo Renzi, si è espresso un ampio schieramento di forze politiche convergenti: Pd, Sel, Scelta Civica, Centro Democratico, Autonomie, Gal, Ap, gli ex M5s. Anche i centristi di Ncd hanno poi scelto di votare Mattarella, anche se si sono registrati malumori come le dimissioni dell'ex ministro Maurizio Sacconi. Lega e Fratelli d'Italia hanno indicato Vittorio Feltri e il M5S hanno confermato Ferdinando Imposimato con qualche preferenza per Stefano Rodotà. 31 gennaio. Il punto delle 12,30 Oggi è il giorno dell'elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica. Da questa votazione il quorum richiesto è la maggioranza assoluta, pari a 505 voti. Mentre è in corso lo spoglio delle schede scrutinate, tra i corridoi del Translatlantico si contano i voti potenziali a disposizione di Mattarella. Ai 560 voti di Pd, Sel, Scelta Civica, Centro Democratico, Autonomie, Gal, si dovrebbero aggiungere i 77 di Ap, dopo il via libera dell'assemblea dei grandi elettori e i 6 degli ex M5s. 643 voti titoli. Fi conferma scheda bianca. Lega e Fratelli d'Italia indicano Vittorio Feltri e il M5S confermano Ferdinando Imposimato. 30 gennaio. Il punto delle 19,00 A Montecitorio si guarda ormai alla giornata del 31 gennaio che potrebbe essere quella decisiva per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Il 30 gennaio si è chiuso con una fumata nera anche la terza votazione. Nessun candidato ha raggiunto il quorum richiesto di 673 voti anche perchè, come annunciato, i partiti principali hanno votato scheda bianca. Dalla quarta votazione, però, il quorum scende a quota 505: un risultato che, numeri alla mano, è raggiungibile da Sergio Mattarella, il candidato del Pd che può contare anche sui voti di Sel e Scelta civica. Il premier Renzi si è rivolto a tutte le forze politiche auspicando che sul nome di Mattarella si possa raggiungere la più ampia convergenza possibile. 30 gennaio. Il punto delle 18,00 Nulla di fatto anche alla terza votazione. A scrutinio ancora in corso, siamo oltre le 500 schede su 1009, non è più matematicamente possibile che un candidato raggiunga le 673 preferenze necessarie per diventare PDR. Anche in questa terza votazione i principali partiti, Pd e Forza Italia hanno votato scheda bianca. Domani alle 9,30 quarta votazione con un quorum più basso. Dovrebbe essere la volta giusta per l'elezione del candidato del Pd Mattarella per salire sul Colle. Pressing intanto di Renzi su Alfano e Forza Italia perché convergano domani su Mattarella. Gli sforzi del premier sul leader centrista potrebbero avere successo; il Ncd si riunirà questa sera per una decisione. Più difficile convincere Berlusconi che al momento sarebbe orientato a tenere Forza Italia fuori dall'aula di Montecitorio al momento della quarta votazione. 30 gennaio. Il punto delle 17,00 Terza votazione in corso per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Anche questa come le precedenti è destinata ad un nulla di fatto. Il quorum richiesto è ancora di 673 grandi elettori e i partiti principali stanno votando scheda bianca. Grandi manovre allora in vista della quarta votazione di domani quando il quorum richiesto scenderà a 505; PD, Sel e Scelta civica sulla carta potrebbero votare da soli Mattarella ma Renzi sta cercando in queste ore di ricucire con Alfano. "Non è pensabile che il ministro dell'Interno, che dovrà comunicare a tutte le Questure d'Italia, che Sergio Mattarella è il nuovo presidente della Repubblica, sia il ministro che non lo vota", spiegano ambienti renziani facendo capire che il non voto sul capo dello stato è incompatibile con la titolarità del Viminale. 30 gennaio, il punto delle 16,00 Si acuiscono le tensioni nel centrodestra, dopo lo strappo di Matteo Renzi sul patto del Nazareno. Sono in corso trattative tra Ncd e Forza Italia per trovare un punto di vista comune sull'esito della votazione del nuovo Capo dello Stato. Fervono i contatti con Ncd nel tentativo di trovare una linea comune, ma la fronda azzurra guidata da Raffaele Fitto attacca Silvio Berlusconi: "Non può decidere chi finora ha sbagliato tutto". Forza Italia sarebbe orientata a non partecipare alla quarta votazione di domani sul Colle con l'obiettivo di mostrare compattezza ed evitare il rischio insito nella scheda bianca. Intanto, in una dichiarazione, i parlamentari di Camera e Senato del M5s smentiscono la notizia che il movimento starebbe votando Sergio Mattarella alla terza chiama. 30 gennaio, il punto delle 15,00 Dopo l'ennesima fumata nera per l'elezione del presidente della Repubblica, i partiti cercano nuovi equilibri. Al secondo scrutinio con la maggioranza dei 2/3 le schede bianche sono state 531, crescono a 143 i voti dispersi mentre Fernando Imposimato, candidato M5S, ha ricevuto 123 preferenze. Si va verso la terza votazione che dovrebbe essere la fotocopia delle due precedenti. In vista della quarta seduta di domani, cresce la tensione tra Pd, Fi e Ncd. Berlusconi dovrebbe uscire dall'aula, favorendo così l'abbassamento del quorum, mentre Ncd sarebbe spaccato tra chi spinge per scegliere il candidato Pd Sergio Mattarella e chi intende mantenere l'asse con Berlusconi. 30 gennaio, il punto delle 13,00 Fumata nera nella prima votazione del Parlamento in seduta comune per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Al termine dello spoglio, la presidente della Camera Laura Boldrini annuncia che si tornera' a votare alle 15. 30 gennaio, il punto delle 12,00 Mentre è in corso la seconda votazione per eleggere il nuovo Capo dello Stato, le forze politiche sono tutte in movimento. A Montecitorio è stata indetta una riunione tra i vertici di Forza Italia e quelli di Nuovo centrodestra per fare il punto e decidere se procedere domani con la scheda bianca oppure valutare altre soluzioni. All'interno del Ncd le frizioni sarebbero notevoli, soprattutto di chi giudica negativo non votare Mattarella e rompere il patto con Renzi. La situazione e' in evoluzione, spiegano in Forza Italia, e non si esclude nemmeno un eventuale colpo di scena da parte del Cavaliere che alla fine potrebbe chiedere ai suoi di appoggiare il candidato di Renzi. 30 gennaio, il punto delle 10,00 E' in corso alla Camera la seconda votazione per l'elezione del presidente della Repubblica che richiede ancora il quorum della maggioranza dei due terzi dell`Assemblea (673 su 1.009) Secondo le previsioni, dopo le 538 schede bianche di ieri, anche oggi si prospetta una fumata nera. Non sono cambiate infatti le indicazioni di voto dei gruppi parlamentari. Il Pd tira dritto sul nome di Sergio Mattarella e fino a domani voterà scheda bianca. Lo stesso faranno Ncd e Forza Italia, ma in dissenso alla scelta del leader democratico Matteo Renzi. Confermano le loro posizioni Sel, M5s, Lega e Fdi. Nel pomeriggio, tra le 15 e le 15.30, avrà luogo la terza votazione. 29 gennaio, il punto delle 19,00 Non scatta il quorum nell'Aula di Montecitorio nella prima votazione per il presidente della Repubblica. Una valanga di schede bianche mandano in fumo il primo appuntamento per la corsa al Quirinale. Il premier Matteo Renzi tira dritto sul nome di Sergio Mattarella, mentre per Silvio berlusconi si è rotto il Patto del Nazareno. Il M5s si ricompatta sul nome di Ferdinando Imposimato: tra gli altri nomi emersi nello spoglio dei voti ci sono Romano Prodi, Stefano Rodotà, Vittorio Feltri, Luciana Castellina, Emma Bonino e spunta a sorpresa Claudio Sabelli Fioretti. 29 gennaio, il punto delle 16,30 E' in corso nell'Aula della Camera la prima votazione per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Il quorum richiesto per le prime tre votazioni è di 673 voti. I maggiori partiti hanno dato indicazione di votare scheda bianca alle prime tre votazioni. Dalla quarta votazione di sabato mattina, potrebbe emergere il nuovo Capo dello Stato. Al momento la convergenza politica più importante verte intorno al nome di Sergio Mattarella. Sono d'accordo Pd e Sel, contraria Forza Italia. Un lungo applauso dell'Aula di Montecitorio ha segnato l'ingresso del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. 29 gennaio, il punto delle 14,30 E' Sergio Mattarella il candidato del Pd alla presidenza della Repubblica.Matteo Renzi ufficializza il nome del giudice della Corte Costituzionale all'Assemblea dei grandi elettori del Pd ai quali chiede anche un voto che sigilli la scelta. Un ok che arriva all'unanimità. "Non possiamo fallire" dice il premier invitando tutti all'unità. "Non ci deve essere spazio - avverte - per i giochini del dopo. Se si sceglie un candidato si vota quel candidato". Il leader della minoranza Dem Pierluigi Bersani si dice soddisfatto: "Alla quarta votazione ce la faremo". Nichi Vendola di Sel annuncia: "Oggi pomeriggio voteremo per Luciana Castellina: una donna straordinaria". Intanto è risultato Ferdinando Imposimato il piu' votato alle Quirinarie M5s, con il 32% dei voti. Secondo Romano Prodi con il 20%, terzo Nino Di Matteo con il 13%. 29 gennaio 2015, il punto delle 13,30 Alle 15, con la prima votazione, si entra nel vivo della scelta del nuovo Capo dello Stato che succederà a Giorgio Napolitano. Il premier Matteo Renzi punta sul nome di Sergio Mattarella, Renzi in mattinata ha riunito il vertice del Pd a Palazzo Chigi e ha incontrato, poco prima, anche Raffele Cantone, pm, responsabile dell'autorità anti-corruzione, che potrebbe essere scelto dal Movimento 5 stelle. Intanto Romano Prodi si chiama fuori sottolineando di non volere che il suo nome sia divisivo e l'ok a Mattarella arriva anche da Pierluigi Bersani, Anna Finocchiaro e dal leader di Sel Nichi Vendola. Prima della votazione è in corso l'assemblea dei grandi elettori del Pd visibile in diretta streaming sul sito di You Dem.

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