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Processo Unipol, Berlusconi condannato ad un anno Favata: "Questa condanna, legge del contrappasso"
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Processo Unipol, Berlusconi condannato ad un anno Favata: "Questa condanna, legge del contrappasso"

di Raffaella Calandra

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  • GR24 La sentenza letta dal giudice Oscar Magi

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  • GR24 Favata portò ad Arcore l'intercettazione Fassino-Consorte

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  • GR24 Piero Longo, legale di Silvio Berlusconi

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  • GR24 Carlo Federico Grosso, legale di Piero Fassino

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Nuova condanna per Silvio Berlusconi. Per la vicenda del nastro Unipol, un anno per l'ex premier, per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, due anni e tre mesi per il fratello Paolo. Entrambi sono stati condannati anche al risarcimento di 80mila euro per Piero Fassino, ex segretario dei Ds, costituitosi parte civile. Una condanna che "sorprende" l'avvocato del Cavaliere, Piero Longo, secondo cui "è impossibile difendere Berlusconi a Milano". Una condanna che invece per il difensore di Fassino, Carlo Federico Grosso, è la conferma che "la pubblicazione di quell'intercettazione avvenne col consenso anche dell'allora premier". La vicenda riguarda la pubblicazione, il 31 dicembre 2005, sulle colonne de Il Giornale, nel pieno dell'inchiesta sulla scalata Unipol/Bnl, della conversazione in cui l'allora segretario dei Ds esclamava al telefono con Giovanni Consorte, all'epoca numero uno Unipol, "allora abbiamo una banca?". Una conversazione mai trascritta dagli inquirenti, ma portata come audio ad Arcore, alla vigilia di Natale, da Roberto Raffaelli, titolare della società responsabile delle intercettazioni, e dal socio Fabrizio Favata, che hanno già patteggiato la pena. Roventi polemiche politiche si scatenarono dopo la pubblicazione di quella conversazione, poco prima delle elezioni politiche. Una condanna che arriva prima di altri verdetti per lex premier, nei processi Ruby e nell'appello per i diritti tv Mediaset.





"Questa condanna è la legge del contrappasso: chi di spada ferisce, di spada perisce. Io sono stato tradito dai fratelli Berlusconi come De Gregorio, Lavitola e la Daddario". Così Fabrizio Favata, uno dei due imprenditori che portò ad Arcore l'audio con l'intercettazione Fassino-Consorte, commenta con A Ciascuno Il Suo di Radio24 la condanna ad un anno per Silvio Berlusconi nella vicenda del nastro Unipol. "Questa è la storia di uno spionaggio politico e del tradimento di un'amicizia", commenta ancora Favata, che ammette con Radio24 di aver "infranto la legge, per aiutare i fratelli Berlusconi". L'intervista è di Raffaella Calandra ed andrà in onda in versione integrale sabato alle 8.30 in A Ciascuno Il Suo.




"Impossibile difendere Berlusconi a Milano", dice a Radio24 Piero Longo, legale di Silvio Berlusconi, al microfono di Raffaella Calandra.







"Quell'intercettazione influì sulle elezioni", dice a Radio24 Carlo Federico Grosso, legale di Piero Fassino, al microfono di Raffaella Calandra.








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In "A Ciascuno Il Suo" l'intervista del 2011 di Raffaella Calandra all'uomo che portò ad Arcore l'audio con la conversazione Fassino-Consorte.

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