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Minoli firma a Radio24. Rifarà Mixer e faccia a faccia

Il direttore del Sole 24 Ore e di Radio 24, Roberto Napoletano

"Voglio portare Mixer alla radio e rifare i faccia a faccia, la mia specialità, quella che forse mi identifica di più insieme alla storia". Dopo l'addio doloroso - e polemico - alla Rai, Giovanni Minoli approda a Radio 24: poche ore fa la firma di un accordo che da fine settembre vedrà il giornalista misurarsi con "Siamo molto felici che abbia accettato di condividere con noi la sfida dell'informazione radiofonica di qualità"la nuova sfida di due ore quotidiane di diretta, dalle 9 alle 11, "incentrate sull'attualità, dalla politica all'economia, dal costume allo spettacolo alla televisione" e, nella tradizione dell'emittente, sul filo diretto con gli ascoltatori. "Ho in testa un rotocalco con le caratteristiche di Mixer, con quelle connotazioni di attualità, approfondimento e cultura", spiega Minoli, che nei faccia a faccia in tv ha raccontato trent'anni storia italiana rivoluzionando il linguaggio tradizionale dell'inchiesta e costringendo i grandi di turno a mettersi a nudo. "Penso che la scelta di Radio 24 sia caduta su di me per una valutazione di omogeneità di passioni e contenuti: mi inserisco su una macchina in corsa con un motore di grande qualità e che sta dimostrando una vitalità straordinaria, come testimoniano anche i dati di ascolto", sottolinea il giornalista, commentando i risultati del primo semestre 2013 che hanno visto l'emittente salire al nono posto nella classifica delle radio nazionali, con 2.134.000 ascoltatori nel giorno medio e un invidiabile +14,3%. "La storia professionale di Minoli - gli fa eco Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore e di Radio 24 - parla da sola. Siamo molto felici che abbia accettato di condividere con noi la sfida dell'informazione radiofonica di qualità che è il segno costitutivo di Radio 24 e del Gruppo 24 Ore". "Curioso" e "sempre pronto a innovare e inventare", Minoli si prepara così a "un'esperienza diversa e stimolante. Il faccia a faccia è un linguaggio universale e funzionerà sicuramente anche in radio. Ma ci saranno altre sorprese che non posso anticipare. Ho in mente l'idea di coinvolgere altre persone di grande prestigio". In pensione da tre anni dalla Rai, scaduto a fine maggio anche il contratto triennale per i 150 anni dell'Unità d'Italia, Minoli torna con amarezza sull'uscita da Viale Mazzini, accompagnata da una polemica a distanza con il direttore generale Luigi Gubitosi, nata dal confronto sul destino del format La Storia siamo noi: "La Rai è casa mia, ci ho passato la vita con amore, passione e con qualche risultato. Mi hanno sbattuto la porta in faccia, ma la mia è sempre aperta. Se mi sono confrontato con il dg? Non ne ho avuto l'occasione, sono sempre pronto a farlo". Del resto l'accordo con Radio 24 "prevede un'esclusiva radiofonica, non televisiva. Intanto, però, rimetto in moto la macchina".

Nato a Torino nel'45, per dieci anni capostruttura di Rai2 (Ai tempi di Quelli della notte con Renzo Arbore e di Blitz con Gianni Minà), poi direttore della stessa rete, successivamente della struttura Format e ancora direttore di Rai3, Minoli ha firmato e prodotto decine di programmi, molti dei quali appartengono alla storia della tv italiana, portando in prime time la medicina con Elisir, La grande storia, l'economia con Maastricht Italia e i grandi documentari, senza dimenticare il lancio del primo progetto di fiction industriale (Un posto al sole). Dopo una parentesi a Stream come direttore generale prodotto, nel 2002 è tornato in Rai come responsabile di Rai Educational (ha diretto anche i canali Rai Storia e Rai Scuola), consacrando il successo della Storia siamo noi, lanciando la soap Agrodolce e poi Citizen Report, primo programma di giornalismo partecipativo in Rai.

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