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Un milione di studenti in meno e 55mila cattedre spariranno in dieci anni
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Un milione di studenti in meno e 55mila cattedre spariranno in dieci anni


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Nei prossimi dieci anni la popolazione scolastica calerà drasticamente, prima nella scuola dell'infanzia e della primaria, poi progressivamente anche alle medie e alle superiori. Dalle nostre aule scompariranno fino ad un milione di studenti.

Diminuiscono infatti la madri potenziali, la propensione delle donne ad avere figli e si riducono i flussi migratori. I dati emergono da uno studio della Fondazione Agnelli.

Meno studenti vuol dire anche meno cattedre: 55.000 i posti che si perderanno. Gli insegnanti che andranno in pensione non verranno sostituiti e ci sarà il blocco del turn over, quelli che oggi si trasferiscono al nord dove ci sono più cattedre vedranno chiudersi questo canale.

Questo si tradurrà in un risparmio per le casse dello Stato di 2 miliardi di euro annui, ma per la Fondazione Agnelli tre sono le strade che la politica potrebbe intraprendere di fronte al calo della popolazione scolastica per evitare la riduzione drastica di cattedre.

"Quella che ci piace di più è l'estensione della scuola al pomeriggio" - spiega Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli. "Sappiamo che alle elementari nel centro-nord il tempo pieno è diffuso, ma al sud non si fa abbastanza e alle medie un po' dappertutto non esiste il tempo prolungato. La seconda strada è quella di aumentare il numero medio di insegnanti per classe, come fu fatto in altri periodi della nostra storia, come quando all'inizio degli Anni Novanta fu adottato il modulo didattico che prevede la compresenza di più docenti. La terza soluzione è invece ispirata al modello Macron in Francia e prevede la riduzione a massimo 15 allievi per classe, molto al di sotto degli attuali 25 in media. Questo sarebbe utile soprattutto nelle zone di alto disagio e alta dispersione scolastica. Ma in questo caso bisognerebbe anche costruire più aule per il numero maggiore di classi che si formerebbero".

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