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Migranti affari di 'ndrangheta a Isola Capo Rizzuto, 68 arresti

di Francesco Straticò e Anna Marino

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C'è anche il parroco di Isola Capo Rizzuto, don Edoardo Scordio, tra le persone coinvolte nell'operazione "Jonny", che ha inferto un colpo mortale alla cosca Arena di Isola Capo Rizzuto, nel crotonese. La DDA di Catanzaro si è avvalsa di più di 500 tra agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza per fermare 68 persone. La cosca, tramite Leonardo Sacco, Governatore della "Fraternita di Misericordia", si sarebbe aggiudicata gli appalti indetti dalla Prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione dei centri di accoglienza di Isola Capo Rizzuto e di Lampedusa, affidati poi ad imprese costituite per spartirsi i fondi destinati all'accoglienza dei migranti. L'inchiesta ha permesso di provare anche come la potente famiglia di 'ndrangheta avesse acquisito una "posizione dominante", nel settore della raccolta delle scommesse. Una società operante in Italia con oltre 500 agenzie, e ramificata in tutto il mondo, avrebbe messo a disposizione, tramite il barese Francesco Martiradonna, i propri circuiti di gioco on line alla società Kroton Games, riconducibile alla cosca Arena, determinando volumi di fatturato, sottratti al fisco, per decine di milioni di euro.
La truffa sui pasti e sull'assistenza spirituale: ascolta il procuratore aggiunto che ha seguito le indagini, Vincenzo Luberto...

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Centro Accoglienza di Isola Capo Rizzuto: il più grande centro d'Europa


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Un'area, il territorio catanzarese e crotonese, importante dal punto di vista imprenditoriale e turistico ma anche nevralgica per la gestione dei migranti. E' qui che sorge, sn dal 2 giugno del 1999, il Centro di Accoglienza di S.Anna ad Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, una delle più grandi strutture di accoglienza e di identificazione in Europa,in seguito al ridimensionamento del Cara di Mineo nel catanese. Secondo gli ultimi dati ha una disponibilità di 1.216 posti. Si appresta a diventare uno degli Hub per migranti che il ministero dell'Interno ha individuato in ogni Regione d'Italia. Gestito direttamente dalla Prefettura fino al 2012, i servizi interni al Cara di Sant'Anna sono stati poi affidati, tramite gara d'appalto, alla Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia. Nel 2016 la Prefettura ha bandito la nuova gara che è stata vinta da un'Ati costituita dalla Miser Icr e altre imprese locali. Il bando vale 16 milioni di euro all'anno.
All'interno del Cara lavorano circa 150 operatori. In più di 16 anni ha subito grandi trasformazioni dal punto di vista della normativa giuridica e nella struttura stessa: dall'accoglienza nelle roulotte, si è passati ai container e alle palazzine in cemento, fino a moduli abitativi prefabbricati.
Che cosa succede quando l'ospite arriva al Centro? Dopo aver provveduto al trasporto presso la struttura, gli operatori di Misericordia effettuano le procedure di accoglienza: registrazione degli ospiti e rifornimento di vestiti, generi di conforto, di igiene personale, assegnazione di una sistemazione negli alloggi. A questo punto l'ospite rimarrà nel Centro, con la possibilità di uscire all'esterno della struttura, in attesa che venga definito il proprio status giuridico. Incarico che spetta alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, presente nel Centro.
Nei giorni a seguire, l'ospite ha il diritto di usufruire di una serie di servizi tra cui tre pasti giornalieri distribuiti in base alle usanze e le diete particolari di ognuno. All'interno della struttura sono presenti uffici per l'assistenza sociale, informativa legale e sostegno psicologico. E un ambulatorio h 24 per il servizio sanitario e un'ambulanza della Misericordia di Isola per le emergenze.

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