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Italia, Paese di impiegati e pensionati e dove l'ascensore sociale è fermo
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Italia, Paese di impiegati e pensionati e dove l'ascensore sociale è fermo

di Alessandra Schepisi

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  • GR24 L'intervista a Giorgio Alleva presidente dell'Istat

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Un Paese di anziani, dove a invecchiare ora sono anche gli stranieri. Un Paese dove l'ascensore sociale è fermo e con un divario sempre forte tra Nord e Sud; ma anche un Paese dove si sta perdendo il senso di identità, sempre più frammentato, sempre più difficile da raccontare.
L'Istat ci prova anche quest anno. 25 esima edizione del rapporto sui cambiamenti economici e sociali, ma la chiave di lettura cambia perché cambia la società: classe operaia e piccola borghesia non esistono più e arrivano nove nuove categorie attraverso le quali tentare di capire la realtà. E allora ecco "le famiglie a basso reddito con stranieri", il gruppo sociale più disagiato e colpito dalla crisi : un reddito di oltre il 40 per cento al di sotto della media, ma spesso un titolo di studio elevato . Male anche il gruppo delle "anziane sole e i giovani disoccupati": 4 nuclei su dieci a rischio povertà . Meno colpite invece sono le famiglie degli operai in pensione: oltre 10 milioni e mezzo di individui, età media della persona di riferimento : 72 anni e titolo di studio licenza media. E gli impiegati per un totale di oltre 12 milioni di individui. Qui la persona di riferimento ha in media 46 anni ed è donna in 4 casi su dieci.
Le donne in generale - dice l'Istat - lavorano meno degli uomini, ma il gap è maggiore nelle posizioni meno elevate.
Molto è cambiato, ma molto si è cristallizzato: la mobilità sociale rimane scarsa e anche l'istruzione si eredita. In più le disuguaglianze restano, anzi si acuiscono.
La novità è che ora ciò accade anche all'interno delle stesse classi, delle stesse professioni e degli stessi ruoli.

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