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Iscrizioni a scuola. Come i genitori possono aiutare i figli a scegliere le superiori
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Iscrizioni a scuola. Come i genitori possono aiutare i figli a scegliere le superiori

di Maria Piera Ceci

Importante il ruolo delle famiglie nella scelta delle superiori, trattandosi di ragazzi e ragazze di 13-14 anni, che possono mostrare incertezze e fragilità. E allora come aiutarli senza invadere il loro spazio? Come rendere questa decisione meno complessa e ansiogena?
I consigli di Alberto Pellai, psicoterapeuta dell'età evolutiva.


Primo consiglio - La prima indicazione è proprio quella di non essere loro stessi, i genitori, troppo ansiosi e spaventati da questo passaggio, che è poi un passaggio di crescita. I figli hanno bisogno di vedere dei genitori che sanno stare al comando dell'automobile che attraverserà questo passaggio con tranquillità e autorevolezza. Quello della partecipazione agli open day non è più un modo per aiutare i ragazzi a capire, ma un'operazione di check list dei genitori di cose che vogliono tenere sotto controllo, con tutti gli indicatori di qualità che hanno in testa. Si è trasformata molto di più in una cosa gestita dai genitori che al servizio dei figli. I genitori devono mettersi a servizio di un passaggio di crescita del figlio e non di un loro progetto sulla crescita del figlio.

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Secondo consiglio - Partire da dove si trova il figlio rispetto a questa decisione, cioè ascoltarlo. Capire che visione ha della sua scuola superiore e provare a verificare quali sono i criteri con cui lui intende muoversi e prendere questa decisione. La cosa che deve preoccuparci di più è la totale mancanza di una visione e di criteri. Se vediamo il ragazzo stare lì passivo, in balia degli eventi, dobbiamo attivarlo. Possiamo mettergli davanti una lista di 7-8 open day e chiedergli di sceglierne tre da visitare.
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Terzo consiglio - Vedere quanto gli aspetti relazionali influenzino la scelta del ragazzo. Da una parte bisogna fare attenzione che la decisione non sia esclusivamente vincolata al criterio: "Il mio migliore amico sceglie quella scuola". Questo non è un buon criterio, anche se avere un amico nella stessa scuola è sempre una base sicura che fornisce un senso di protezione e facilita le cose all'ingresso.
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Quarto consiglio - Ascoltare il parere dei docenti della scuola secondaria di primo grado perché hanno una buona conoscenza delle attitudini e delle competenze dei nostri figli e possono aiutarci a capire se, di fronte ad un profitto non sempre eccellente, ci sono delle potenzialità. Potrebbero infatti dirci che in realtà il ragazzo le competenze le ha, ma non le ha messe in gioco impegnandosi in modo adeguato. Quando poi non ci si riconosce affatto nel consiglio orientativo proposto dalla scuola, vale la pena allargare lo zoom. Vedo spesso genitori che hanno una visione cristallizzata del loro figlio, spesso proiettano su di lui un loro mondo di aspettative. Allora meglio appoggiarsi anche ad una terza parte, ad un consulente esterno, ad un esperto di orientamento con cui fare un percorso insieme.
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Quinto consiglio - I ragazzi non devono fare per forza il lavoro di mamma e papà. C'è tutta la vita davanti per fare il lavoro di mamma e papà, la scuola superiore non deve indirizzare al lavoro per la vita, ma deve allenare, preparare e far acquisire competenze per la vita. Quando escono dalle superiori i nostri ragazzi non hanno costruito in modo stabile il loro progetto professionale, ma stanno mettendo a punto il loro progetto di vita. Non ipotecherei mai il lavoro di mio figlio con una scelta scolastica a 14 anni orientata a fargli fare quello che mi aspetto che lui faccia per continuare l'attività di famiglia.
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Sesto consiglio - Se si sbaglia, si può sempre tornare indietro. Questa è una delle cose che dobbiamo imparare, soprattutto noi genitori del terzo millennio. Ci sembra che la carriera scolastica dei nostri figli sia la carriera di persone che devono vincere il premio Nobel e non possono sbagliare neanche una mossa, invece si chiama età evolutiva proprio perché evolve imparando dagli errori e la storia delle scuole superiori è piena di ragazzi che nel primo anno vanno incontro ad un progetto di riorientamento, se attraversano una zona di crisi. E riescono a formulare una nuova scelta, spesso senza neanche perdere l'anno grazie alle passerelle. Quindi la decisione che dobbiamo prendere entro gennaio non è una decisione per la vita, ma può essere modificata.
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Sul tema consulta Gli speciali di Radio 24 a cura di Maria Piera Ceci:

- ITS, gli Istituti Tecnici Superiori: dieci anni di vita e 11mila iscritti

- Scuola superiore. Quale scelta per i nostri figli

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