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Draghi, BCE: "Risanamento, avanti col pilota automatico"

di Gigi Donelli

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  • GR24 Draghi: "L'Italia prosegue sulla strada delle riforme"
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  • GR24 Il servizio di Alessandro Merli
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  • GR24 Il direttore di Radio24, Fabio Tamburini
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  • GR24 Il Punto, ore 8.10
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"L'Italia prosegue sulla strada delle riforme", indipendentemente dall'esito elettorale. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi, sottolineando che il processo delle riforme continua come se fosse inserito "il pilota automatico". "E' la democrazia, è qualcosa che ci sta a cuore e i mercati lo sanno". Così Draghi sull'esito delle elezioni italiane. E Draghi ha sottolineato come l'esito delle elezioni italiane, e altri fattori come la spinta francese a una monetizzazione del debito da parte della Bce, non abbiano alcun impatto sull'unità di intenti dell'Europa verso le riforme. Il programma 'Omt' con cui la Bce può aiutare gli Stati in difficoltà "c'é, ma la palla è nel campo dei governi e le condizioni le conosciamo", ha aggiunto il presidente della Bce, sempre in merito al voto in Italia. La debolezza economica nell'Eurozona si è protratta e la ripresa ci sarà "più avanti" nel 2013. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi. La politica monetaria della Bce resterà "accomodante" di fronte a uno scenario di inflazione contenuta, ha spiegato Draghi. Il consolidamento fiscale deve essere parte di un pacchetto di misure strutturali che rilancino la crescita. «Come previsto l'inflazione a febbraio è sotto il 2%», lo ha detto il governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, nel discorso dopo che il consiglio direttivo ha lasciato invariati i tassi allo 0,75%. Per Draghi «la debolezza economica si è protratta a inizio 2013, mentre si confermano segnali di stabilizzazione a livelli bassi». La politica monetaria della Bce resterà «accomodante» di fronte a uno scenario di inflazione contenuta. L'economia dell'Eurozona è destinata a restare debole nella prima parte del 2013 ed è destinata a imboccare una graduale ripresa nella seconda metà dell'anno. Il servizio di Alessandro Merli. Il direttore di Radio24, Fabio Tamburini - Chi l'avrebbe mai detto. Certamente non i politici e neppure buona parte dei giornalisti. Le elezioni in Italia si sono concluse con scenari di massima instabilità. E ancora oggi, a dieci giorni dal voto, il quadro invece di chiarirsi tende a complicarsi sempre più. Di sicuro, come spieghiamo ogni giorno a Radio 24 per aiutare gli ascoltatori a orientarsi nel caos post voto, la politica è entrata in un tunnel di cui non si vede l'uscita. Eppure, come ha sottolineato con assoluta chiarezza ieri il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, i mercati finanziari non stanno facendo una piega. La prima reazione è stata di sbandamento e il fatidico spread ha ricominciato a crescere. Ora sta subentrando una certa indifferenza. Tanto che c'è chi comincia a immaginare che anche l'Italia possa replicare quanto è successo in Belgio, dove tutto ha funzionato perfettamente e a lungo pur in assenza di un governo. Accadrà davvero così? La verità è che, nonostante le parole di Draghi, si tratta soprattutto di una speranza. Il Punto, di Stefano Folli - E' interessante il commento di Mario Draghi alla domanda sul perchè i mercati sono rimasti in fondo indifferenti all'"impasse" politica in Italia. Perchè, dice il presidente della Bce, rispettano le elezioni ("si tratta di democrazia") e comunque attendono le riforme. Naturalmente non significa che le borse all'improvviso non si preoccupano più se un paese piomba nell'incertezza, però è vero che il singolo dato nazionale non è sufficiente a un cambiamento di rotta. Occorrono altri fattori, di tipo globale, in un continente dove si vota di continuo. Diciamo che se l'Italia si dotasse in breve di un governo solido, capace di attuare un programma ambizioso di riforme, i mercati reagirebbero con entusiasmo. Se invece si resta in uno stato di ordinaria palude, come sta accadendo da noi, reagiscono con stanchezza. Ma si aspettano che prima o poi qualcuno governi. Altrimenti potranno sempre colpire e duramente.

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