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Il diabete urbano. Sono le metropoli i peggiori attivatori di questa malattia, peggio in periferia
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Il diabete urbano. Sono le metropoli i peggiori attivatori di questa malattia, peggio in periferia

di Enza Loddo

Diabete, un malato su due vive in città. A dare l'allarme sulla diffusione della malattia sono i medici al ventisettesimo congresso della società italiana di diabetologia: stili di vita sana, alimentazione senza grassi e camminare a piedi sono le prime armi per prevenire la malattia.
Chi ha una familiarità o dei sintomi dovrebbe rivolgersi ai centri diabetologici; sono oltre 500 in tutta Italia, per chi si rivolge al centro - infatti - la mortalità (per tutte le cause) è ridotta del 19%. Lo studio, presentato al 27/mo Congresso nazionale della Società italiana di diabetologia (Sid), evidenzia infatti che per ogni 17 pazienti seguiti per dieci anni presso un centro diabetologico si potrebbe evitare un evento fatale. Un risultato sovrapponibile a quello ottenuto con le statine, farmaci anti-colesterolo salvavita.
Molte le novità come il microsensore sottocute che misura la glicemia fino a sei mesi, invia dati fino a cinque smartphone, e vibra segnalando al malato rischi di crisi.
Ma restano sul tappeto molti altri problemi come l'accesso alle cure: per alcune Regioni infatti ci si può curare con farmaci di ultima generazione per altre no. Un diabetico che dovesse cambiare lavoro e spostarsi territorialmente potrebbe non poter più accedere ai farmaci di ultima generazione, molto migliori rispetto ai precedenti con un impatto sulla salute molto importante.
Per chi ancora non ha questo problema resta fondamentale la prevenzione: per limitare il rischio di diabete di tipo 2 e' importante limitare il consumo di grassi saturi preferendo i cibi ricchi in grassi mono-insaturi (olio extravergine d'oliva) e poli-insaturi (come gli omega-6 contenuti negli oli di semi di mais, di girasole, di soia, di cotone e di cartamo). Gli alimenti più ricchi di acidi grassi saturi, che andrebbero limitati al massimo, sono il burro, carni rosse, carni processate, uova, e altri alimenti contenenti alcuni grassi vegetali quali oli di palma e di cocco. Stesso discorso per i grassi idrogenati, presenti negli oli utilizzati per friggere ad esempio le patatine di fast food, in alcuni prodotti da forno, margarine vegetali, gelati industriali, nella panna non casearia (quella per macchiare il caffe') e carni processate.

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