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Cancellieri: il decreto carceri non è un indulto. Su Ligresti: "Può essere stata un'imprudenza"
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Cancellieri: il decreto carceri non è un indulto. Su Ligresti: "Può essere stata un'imprudenza"

di Alessandro Milan

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"Non ho mai avuto rapporti con Giulia Ligresti. Ho sbagliato forse con un'imprudenza ma dal punto di vista di illeciti stiamo parlando del nulla". Il ministro alla Giustizia Anna Maria Cancellieri torna sulla vicenda Ligresti. Parlando della telefonata con la compagna di Salvatore Ligresti nel giorno del suo arresto, Cancellieri ha detto: "Ho commesso forse un'imprudenza perché un ministro non dovrebbe forse lasciarsi andare a sentimenti, ma comunque non c'era nulla di illecito nell'espressione di solidarietà a una persona compagna di un uomo in carcere, una persona senza alcun precedente. Mi creda, è assolutamente nulla, nulla, nulla" ha sottolineato il Guardasigilli. Alla domanda di Alessandro Milan se sia stata vicina alle dimissioni, Cancellieri ha risposto: "Sono al servizio del mio Paese finché me lo chiedono con passione ed entusiasmo, se mi chiedono di farmi da parte non ho nessun problema. Io non ho mai avuto rapporti con Giulia Ligresti. E con la famiglia Ligresti? Ma nemmeno! Solo quell'unica telefonata per portare a conoscenza di una struttura che da me dipende per mettere in evidenza il rischio di un eventuale suicidio. Ho soltanto detto: 'State attenti' ma il carcere è già attento ed è stato anche inutile". E alla domanda sui rapporti con il fratello di Ligresti, Cancellieri ha replicato: "Ligresti è una persona assolutamente incensurata. E' una persona che non ha nemmeno rapporti stiamo parlando del nulla, mi creda". Il ministro alla Giustizia ha parlato anche del decreto anti-affollamento delle carceri approvato ieri dal Governo: "Non è un indulto perché non c'è automatismo, nessuno esce dal carcere se non lo decide il giudice. Poi tocca due particolari categorie di persone, i tossicodipendenti e stranieri. I tossicodipendenti sono mandati nei centri di recupero per essere curati, i secondi vengono espulsi. 1700 sono quelli che potranno godere della liberazione anticipata. Sarebbero usciti comunque, ma escono solo un po' prima. Comunque non c'è pericolo per la sicurezza, i tossicodipendenti non vanno in giro, escono per essere curate, sono persone che vengono riportate alla salute". Cancellieri ha anche difeso la scelta di rilanciare il braccialetto elettronico: "E' sempre stato in uso, non è che non esisteva. Si è cercato di dar la possibilità di utilizzarlo di più. Non so perché in Italia c'è sempre stata diffidenza verso questa scelta, in Inghilterra se ne fa un uso incredibile, dà sicurezza alle forze dell'ordine, così in Francia e Spagna. Da noi viene usato molto a Campobasso dove c'è un magistrato che ci crede". Messa di fronte alla denuncia del vicecapo della Polizia Cirillo che sul braccialetto disse 'costava meno se lo compravamo da Bulgari', Cancellieri ha risposto: "Ha ragione perché lo Stato spende una cifra considerevole, la piattaforma dei costi che è sempre in uso è notevole. Allora dobbiamo decidere una volta per tutte se usarlo o no. Non lo dico io ma Strasburgo ci chiede di usare strumenti elettronici di controllo. Proviamoci, e se non saranno necessari bisognerà dire con forza che non vanno ma qualcuno dovrà assumersi questa responsabilità". Cancellieri poi ha negato dissidi politici col ministro dell'Interno Alfano sul provvedimento adottato ieri: "Lui voleva essere certo che non ci fossero aggravi per le forze dell'ordine. Chiarito questo non ci sono stati problemi, assolutamente. Non c'era in conferenza stampa? Era un provvedimento di giustizia" ha detto. Infine una battuta sulle immagini diffuse ieri dal Tg2 del Cie di Lampedusa dove: "Le immagini di Lampedusa fanno stare male ha detto Cancellieri -. Perché il problema delle disinfezioni esiste, so che Letta ha chiesto un'inchiesta. Può darsi che le immagini distorcano la realtà. Bisogna vedere tutta la procedura cosa comporta, prima di giudicare va fatta un'inchiesta, però le immagini fanno impressione".

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