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    "Io non appartengo più", Roberto Vecchioni si racconta

    03/10/2013 ore 09.14

    «A cosa non appartengo più? Alle cose che non ti fanno felice». Così spiega il titolo del suo album, Io non appartengo più, Roberto Vecchioni...

    «A cosa non appartengo più? Alle cose che non ti fanno felice». Così spiega il titolo del suo album, Io non appartengo più, Roberto Vecchioni. «Lo sappiamo - spiega Vecchioni - siamo più o meno tutti italiani alla stessa maniera: questa confusione, questo non saper dove andare, questo

    "Io non appartengo più", Roberto Vecchioni si racconta

    sentir una cosa il giorno e il contrario il giorno dopo... questa vergogna di Paese che in realtà si fa ridere alle spalle da tutto il mondo. Il contrappeso è il piacere di stare con le cose a cui hai creduto tutta la vita: la cultura, l'arte gli amici: voglio avere un anno sabbatico di questo tipo prima di riprendere a combattere
    ». Ha deciso di incontrare la stampa, Vecchioni, in una palestra di boxe di Milano, seduto a bordo ring. E il ring è anche sulla copertina del cd: ma lui, il professore, non ha calzoncini e guantoni. E', invece, solo tra le corde, comodamente seduto in poltrona, tra pile di libri. «Non è un caso che ho voluto un ring come esempio: per non far dimenticare a nessuno che io sono sempre stato su un ring a combattere per qualche cosa. Ma adesso il ring è mio e me lo devo godere». A 70 anni si definisce "un Chaplin marcito" e combatte contro la velocità, la globalizzazione, la voglia di comunicare a tutti i costi. Anche sui social network. A farlo soffrire, nelle scorse settimane, la pioggia di critiche - soprattutto via twitter - dopo la notizia della candidatura al Nobel. «Mi ha fatto male questa tenacia degli italiani a infangare sempre tutto quello che premia un altro italiano. Se fosse successo a un altro sarebbe accaduta esattamente la stessa cosa. Il dibattito va bene, ma non con cattiveria, con disprezzo, come una vergogna. Non se lo merita la canzone italiana e non me lo merito sinceramente nemmeno io».

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