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Questo è il periodo posto fra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Ogni fase secondo la medicina cinese è caratterizzato da un grande movimento di energia, che coinvolge tutto l’organismo. In inverno, ad esempio, l’energia ripiega in profondità mentre in primavera ha un movimento dal basso verso l’alto e dall’interno verso l’esterno. E’ evidente che si tratta di movimenti energetici contrapposti. Ad esempio il mancato passaggio “energetico” fra movimenti dell’inverno e quelli della primavera determina la comparsa di sintomi tipici di cui citiamo in particolare la “stanchezza primaverile”. Per ovviare a tutto questo è utile la fitoterapia. Ed è anche per questo motivo che molte tradizioni popolari propongono “la fitoterapia depurante primaverile”. Ne proponiamo una anche noi.
Fatevi preparare una tisana costituita da 50 % di tarassaco, 25 % di angelica, 15 % di ortica e 10 % di Equiseto. 2 cucchiaini in 150 ml di acqua bollente. Lasciare in infusione 10 minuti. Filtrare e bere. Per 40 giorni da adesso.
A cura del Dott. Maurizio Corradin, Medico Chirurgo
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Ammettiamolo: tornare dalla montagna con un bel colore dorato al volto fa piacere. E’ oramai arcinoto che l’eccesso di sole porta a un precoce invecchiamento della pelle, a una prematura comparsa di rughe e di altri antipatici segni., come macchie scure (lentigo solari), capillari dilatati, colorito giallastro, pelle spessa, opaca, priva di elasticità, cosparsa di grinzette che somigliano a geroglifici. Tutto questo lo si sa, come si sa che il danno del sole non si vede né subito, né un mese dopo: si vede 10-15 anni dopo. Che fare allora? I più attenti, ligi e remigi ai diktat dei dermatologi di scuola americana, applicano protezioni a schermo altissimo sempre, in montagna e al mare, d’estate e d’inverno. Ma le Italiane, nella maggior parte dei casi – e chi scrive, pur essendo dermatologa, è italiana e amante del sole – non rinunciano del tutto all’abbronzatura.
E’ possibile colorirsi senza danneggiare la pelle? E’ possibile mantenere una pelle fresca seppur colorita, in presenza di sole invernale, e insulti ecologici aggiuntivi come vento, freddo, e luce riflessa da neve e ghiacciai? L’alchimia è possibile, vediamo come.
- Assumere integratori di carotenoidi, flavonoidi e altri antiossidanti in modo regolare, e seguire una alimentazione ricca di olii vegetali, pesce, frutta e verdure fresche di stagione, cereali, olio di oliva
- Applicare sieri e creme contenenti fattori antiradicalici almeno una volta al giorno, e non solo quando si è in montagna. Quindi prodotti contenenti vitamina C, vitamina E, acido lipoico, resveratrolo, etc. Applicare tali sieri anche durante le esposizioni solari, prima della protezione.
- Le migliori protezioni solari contengono anche molecole antiossidanti, tra cui il gammaorizanolo. Applicare sempre, anche in assenza di sole, una protezione media, e uno stick a schermo totale sul naso e le labbra.
- Usare sempre gli occhiali da sole.
- I prodotti da utilizzare in montagna devono essere più ricchi e nutrienti di quelli che si usano solitamente al mare, e nella stagione calda.
- Non dimenticare mai doposole restitutivi, lenitivi, molto idratanti.
- Prestare molta attenzione quando si è sulla neve o sui ghiacciai: i raggi riflessi sono potentissimi, in caso doi sole, per cui occorre proteggersi maggiormente.
- Non ricorrere mai agli specchi intensificatori dell’abbronzatura: diventereste assidui frequentatori dei dermatologi.
- Infine: attenzione particolare la deve avere chi ha pelle nordica (chiara con occhi chiari) o celtica (rossa con efelidi): queste sono le pelli che si fotodanneggiano con estrema facilità.
A cura della Dott.ssa Riccarda Serri, specialista in Dermatologia
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La supplementazione nutrizionale di proteine della soia, puó migliorare il nostro profilo lipidico, aumentando nel sangue il colesterolo ‘buono’ HDL, e riducendo quello ‘cattivo’, LDL. Lo afferma una nuova ricerca americana condotta dalla Tulane University School, USA, e pubblicata sull’European Journal of Clinical Nutrition.
Numerosi studi precedenti avevano già mostrato come, le proteine della soia siano in grado di ridurre il colesterolo ‘cattivo’ LDL, aumentano quello ‘buono’ HDL. “I risultati dello studio hanno dimostrato che il consumo delle proteine di soia può aiutare a mantenere più bassa la concentrazione dei lipidi nel sangue, contribuendo così a ridurre il rischio di malattie coronariche in individui sani“.
A cura del Dott. Marco Temporin, Medico Chirurgo
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Proviamo a ragionare sulla selezione. Il concetto del “gruppo dei pari” è ormai noto a tutti. Secondo Wikipedia (è un estratto): “Il gruppo dei pari è un gruppo di persone accomunato da caratteristiche similari quali: età, frequentazione o ambienti di lavoro, attività del tempo libero comuni … Può essere considerato come un’agenzia di socializzazione in grado di formare opinioni e orientare il comportamento degli individui… infatti l’influenza degli amici può coinvolgere a tal punto da far intraprendere abitudini e comportamenti negativi. Il gruppo, quindi, è un luogo in cui si può crescere, dove si può dare forma all’innovazione ed elaborare pensieri critici riguardo gerarchie e rigidità del sistema, e questo sia dal punto di vista individuale che collettivo”. Si dice che se vai con lo zoppo impari a zoppicare, per questa ragione il gruppo dei pari (cioè le persone che frequenti e/o a cui dai il diritto di influenzarti) è importantissimo. Dovremmo cercare il meglio perché lo meritiamo. Ovviamente se vuoi il meglio devi tu stesso adeguarti allo standard. Non importa se sei l’Amministratore Delegato dell’azienda o il magazziniere, sii il meglio che puoi in quello che fai. Se avessimo selezionato il meglio certe cose non sarebbero successe. Le “leggerezze” (le hanno chiamate così) sono spesso la causa di disastri, attuali o antichi, fatti da persone selezionate male che fanno le cose male. Incomincia a fare un po’ di pulizia. Dopo l’armadio e le attività elimina le frequentazioni che non meritano. Se sono persone a cui vuoi bene, o a cui sei legato, continua ad amarle e lasciale andare per la loro strada.
Parliamo tutti di meritocrazia e allora iniziamo ad applicarla. Tony Robbins dice che nelle aziende si dà troppa attenzione a chi ha bisogno e troppa poca a chi se la merita. Forse dovresti iniziare a dare più tempo, più attenzione e più diritto ad influenzarti a chi se lo merita. Gli altri troveranno qualcun altro da influenzare negativamente, se sono furbi, cresceranno con te e cambieranno il loro gruppo di pari seguendoti. Se ti adatti a quello che “gli altri” vogliono da te senza selezionare chi sono avrai una vita molto poco soddisfacente. Seleziona. Sii severo.
A cura di Claudio Belotti, Coach
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Durante il sonno si può avere un restringimento delle prime vie aeree legato ad un eccessivo rilassamento dei tessuti del palato molle e dell’ugola stessa, che vibrano al passaggio dell’aria, creando il tipico rumore del russamento. Se il restringimento è più importante si può arrivare ad una occlusione totale, con blocco del passaggio dell’aria: si osserva così una apnea ostruttiva.
Il russamento e le apnee sono un problema prevalentemente maschile fino all’età di 50 anni; dopo i 50 anni questi disturbi colpiscono in uguale misura uomini e donne. Bisogna fare attenzione (e rivolgersi ad un centro di medicina del sonno) quando il russamento è un problema costante, di tutte le notti e si accompagna a sonnolenza e stanchezza diurna. Inoltre, il sovrappeso o la presenza di un collo “largo” (oltre i 43 cm per l’uomo e i 41 cm per la donna), la nicturia (ossia il doversi alzare di notte per urinare), la cefalea al risveglio sono altri elementi che fanno sospettare una sindrome delle apnee ostruttive nel sonno: e in questo caso è necessario eseguire un esame specifico (polisonnogramma ambulatoriale) per valutare il quadro respiratorio notturno.
Ma cosa fare se il russamento è solo occasionale? Si può ricorrere a rimedi semplici. Innanzitutto, perdere peso: a volte, è sufficiente dimagrire qualche chilo per risolvere il problema del russamento (soprattutto è importante che diminuisca l’accumulo di tessuto adiposo a livello del collo).
Altro accorgimento è cercare di dormire sul fianco: infatti, il russamento occasionale è legato soprattutto alla posizione supina. Ma di notte si cambia posizione molto spesso: allora nella parte posteriore del pigiama si può cucire una tasca, ove poter inserire una pallina da tennis. Quando il soggetto si mette in posizione supina, prova fastidio ed è costretto a girarsi sul fianco.
Altro semplice accorgimento è dormire con un cuscino molto alto: restando più sollevati, ci sono minori possibilità che si crei l’ostruzione a livello delle prime vie aeree.
Evitare di bere alcoolici la sera: un bicchierino di troppo riduce maggiormente il tono dei muscoli dilatatori delle vie aeree superiori, favorendone l’ostruzione.
Importante è evitare di assumere farmaci sedativi che possono favorire l’addormentamento, ma al tempo stesso creare un maggior rilassamento muscolare e quindi determinare russamento.
A cura del Dott. Luigi Ferini Strambi, Direttore centro di medicina del sonno
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I classici, tra le tante cose, descrivono anche i comportamenti da evitare. Questi sono chiamati le 5 proibizioni. Fra queste stare troppo seduti o sdraiati, stare fermi in piede, guardare troppo e muoversi troppo. Quest’ ultima “proibizioni” è legata al Fegato, l’ organo o meglio la funzione che tra poco rappresenterà, in ottica energetica la fonte principale di rifornimento di energia del corpo. Qui bisogna ricordare che il Fegato “cinese” è legato ai muscoli e, appunto, alla primavera.
Allora vediamo di mettere assieme le diverse informazioni e dare qualche consiglio, specialmente a coloro che iniziano l’ attività sportiva dopo un lungo periodo di inattività. Ricordarsi di iniziare con gradualità. Prendiamo ad esempio la corsa. Se utilizziamo questa straordinaria forma di attività sportiva per eliminare le eccedenze invernali (e magari di una vita) iniziamo con pochi minuti. Diciamo 10 minuti avendo nei giorni precedenti camminato per almeno 40 minuti ad andatura sostenuta. Prima di iniziare la corso 10 – 15 minuti di stretching su tutta la muscolatura ma in particolare su quella dell’ arto inferiore. Analogo tempo da dedicare a questa attività al termine della corsa. Nella sessione successiva aumentiamo di 2 minuti. La velocità da tenere, almeno all’ inizio è quella che ci permette di parlare “con il nostro compagno di sventura”. Se vengono rispettate queste semplici regole la corsa può diventare un grande alleato del nostro organismo senza “danneggiare il fegato energetico”.
A cura del Dott. Maurizio Corradin, Medico Chirurgo
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A chi beve numerosi caffè al giorno può capitare di avere un forte mal di testa quando non può berne. Per farlo passare basta bere di nuovo del caffè, ma il fenomeno si spiega con una vera e propria crisi d’astinenza (che merita una riflessione) dovuta alla dipendenza da caffeina. Si tratta di un fenomeno che è stato ben studiato negli ultimi anni.Il sistema nervoso, durante la crisi, attiva dei meccanismi di vasocostrizione o di vasodilatazione (a seconda della zona di cervello considerata), che determinano la comparsa di mal di testa. Come per un “drogato”, riassumendo la sostanza cessa lo stimolo e il mal di testa sparisce. La sensibilizzazione cerebrale è molto simile a quella che si verifica nel corso di una intolleranza alimentare. La persona che ne soffre è portata ad assumere più frequentemente quel particolare alimento perché mangiandolo si producono alcune sostanze infiammatorie (l’infiammazione da cibo) che in un certo modo fanno piacere al cervello, anche se sul resto dell’organismo possono provocare un danno. La reazione di astinenza da caffeina non è comunque di forte intensità e rientra nel criterio della accettabilità da parte del mondo scientifico. Chi comunque volesse decidere di cambiare e evitare stimolanti ed eccitanti chimici o alimentari o dovesse farlo per motivi di salute (in menopausa ad esempio il caffè dovrebbe essere molto limitato) può utilizzare una semplice tecnica di distacco. Ridurre gradualmente il dosaggio complessivo, semplicemente togliendo un cucchiaino di caffè dalla tazzina, e aggiungendo invece un poco di acqua per circa 3 giorni, ed ogni 3-4 giorni ridurre nello stesso modo il quantitativo di ogni tazzina di un altro cucchiaino, fino ad arrivare nel giro di un mese a bere tre tazzine al giorno di una miscela fatta da 1 cucchiaino di caffè e il resto di acqua. A quel punto le tazzine possono diventare solo 2 per una settimana, e infine solo 1 per un altra settimana, fino a sospendere del tutto l’assunzione.
A cura del Dott. Attilio Speciani, specialista in Allergologia e Immunologia clinica
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A me sì, moltissimo! Ed è per questo che vi mando questa proposta, facile e semplice da realizzare, purchè la costanza nella pratica non vi venga meno…
Ci si sdraia a terra con le gambe raccolte al petto e i pugni stretti e vicini tra loro proprio sotto l’osso sacro. Poi si allungano le gambe, perfettamente parallele al pavimento, ben tese, mentre sollevate la testa portando il mento contro lo sterno. Non barate…le gambe devono essere appena staccate dal pavimento, altrimenti gli addominali non lavorano abbastanza. Respirate, tenete…poi sciogliete la posizione e riposatevi un istante. Poi ripetetela. Andata avanti così e vedrete come si tonificheranno gli addominali!
A cura di Lisetta Landoni, Presidente Accademia di Kriya Yoga
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Siamo sempre di corsa, dobbiamo produrre di più e meglio. La crisi porta a dover migliorare e nel frattempo ci perdiamo nel frullatore delle tante cose e dei tanti impegni. Sono molte le cose che io devo imparare una di esse è quella di pianificare meglio le mie attività. Non posso lamentarmi penso di essere molto efficace ma sicuramente mi lascio prendere e spesso mi frego da solo. E allora che fare? Non serve molto, bastano tre piccoli accorgimenti.
Primo: “No”
Impara a dire di no. Più cose hai nella tua vita e più cose arriveranno. Ci sarà sempre qualcuno con qualche buona idea, o con richieste (o problemi). Il segreto è saper dire di no. Lo so è difficile, vuoi essere gentile e non perderti nulla ma se dici sempre di “si” rischi di perderti le cose importanti per te, fare un torto alla tua vita e alle richieste che meritano il tuo “sì”. Lo so ultimamente lo dico spesso, ma lasciamelo dire anche oggi, sii più selettivo.
Secondo: Diventa meno reattivo e più creativo
Essere reattivo significa rispondere alle richieste e a quello che accade. Per certe cose è inevitabile sono gli imprevisti che come dice la parola stessa non puoi prevedere. L’opposto è essere proattivi, cioè agire prima. L’evoluzione è essere creativi. Cosa puoi fare per essere ancora più proattivo in modo diverso? Ci sono cose che puoi anticipare al punto di eliminarle? Cioè far sì che non arrivino nemmeno sul tuo tavolo? Cosa potresti fare di diverso in modo semplice ma molto efficace? Come potresti organizzare alcune attività per far sì che prendano meno tempo (o energia) da te, mantenendo la qualità del lavoro?
Terzo: Gratificazione immediata
Usi troppo Facebook inutilmente? O sei ancora attaccato alla vecchia TV? Lo so avere tanti “mi piace” alla citazione che hai messo in bacheca è bello, ma ti serve? Non ne faccio una questione morale o di principio, se mi conosci anche solo un po’ sai che non è il mio stile. Voglio solo farti pensare. Il tempo è sempre troppo poco, le cose da fare tante, gli obiettivi e i sogni da realizzare ancora di più. Meglio utilizzare bene le nostre risorse. Meglio creare abitudini che creano una vita di qualità. Abbiamo tutti, io di certo, piccoli rituali che sono poco funzionali. Basta eliminarli, e magari sostituirli con qualcosa di più utile, e tutto cambia. Spegni la tv e leggi un libro. Metti un’audio invece di ascoltare la radio in macchina. Chiudi Facebook e fai una passeggiata. Non è necessario stravolgere tutto bastano pochi piccoli accorgimenti. I risultati saranno grandissimi!
A cura di Claudio Belotti, Coach
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La zucca è innanzitutto un alimento a basso contenuto calorico ideale quindi anche per le persone a dieta , il suo apporto è pari a 17 calorie ogni 100 grammi di polpa; tra i suoi componenti principali annoveriamo la presenza del betacarote, delle vitamine A, B ed E, quest’ultima molto importante grazie alle sue note proprietà antiossidanti.
La zucca è anche un ortaggio ricco di minerali come calcio, sodio, potassio, fosforo, rame, magnesio, ferro, selenio, manganese e zinco. In ultimo troviamo una discreta quantità di fibre e una vasta gamma di aminoacidi tra cui ricordiamo l’arginina la tirosina, il triptofano, l’acido aspartico e l’acido glutammico. In cucina il famoso risotto con la zucca è un piatto gustoso ottimo anche per i bambini che poco amano le verdure attratti dal colore della zucca e dal gusto dolce lo mangiano molto volentieri.
A cura del Dott. Marco Temporin, Medico Chirurgo